Il pediatra vi risponde
Il pediatra vi risponde
a cura di giorgia garberoglio
15/01/2010

Approfondimento sulla stomatite 

Rieccoci al tradizionale appuntamento con il professor Giuseppe Ferrari che risponde alla vostre domande su pediatria e puericultura. Se nel mese scorso abbiamo parlato di sviluppo cognitivo e relazionale, l'approfondimento di dicembre è sulla stitichezza nel lattante. Inoltre vi ricordiamo la videochat con il professore di ottobre (nella foto un'immagine della videochat, se ve la siete persi cliccate qui). Continuate a scriverci, il professore vi risponderà il quindici di ogni mese.

 

LA STOMATITE AFTOSA o LA GENGIVO STOMATITE ERPETICA
Vi voglio parlare un po' diffusamente di questa malattia che mi sembra essere fra le mamme una sorta di “entità sconosciuta”, ma che è invece una delle malattie infettive più diffuse dell'infanzia
La denominazione più corretta è: gengivo stomatite erpetica. E' causata dal virus erpetico. Il virus erpetico è anche responsabile di quella lesione caratterizzata da piccole vescicole, raggruppate insieme e localizzata a livello dei labbro, che viene popolarmente definita “febbre del labbro” (Herpes Labiale). In realtà l'Herpes labiale è dovuto al risveglio di una localizzazione preesistente e silente del virus erpetico che si è annidato in prossimità delle labbra.
La sveglia (reinfezione) in genere viene data da un malessere temporaneo: influenza, malattie infettive, episodi febbrili , strapazzi fisici, eccessiva esposizione al sole ecc. ecc. In seguito a queste cause si instaura una piccola malattia nella sede di localizzazione del virus che dura circa 7-10 giorni, dal momento della sua comparsa, e che si manifesta con una sensazione di bruciore e dolore, con formazione di piccole vescicole che alla fine si trasformano in croste. La localizzazione quiescente del virus al labbro, è avvenuta perché l'organismo, prima immune, è stato colpito da una prima infezione, che ha comportato l'ingresso del virus.
In genere la prima infezione è rappresentata dalla gengivo stomatite erpetica che colpisce i bambini nella prima infanzia.
Sintomi: la malattia è caratterizzata dalla comparsa di febbre che in alcuni casi può essere anche molto elevata (39-40°), in altri casi può essere non molto elevata. Dopo 3-4 giorni di febbre durante i quali non ci sono segni particolarmente significativi, compaiono in tutta la cavità orale: gengive, palato, lingua, gola, labbra ed eccezionalmente anche sulla cute intorno alla bocca, le afte che sono piccole vescicole ulcerate e che possono dare adito anche a sanguinamento della bocca. La loro diffusione avviene abbastanza rapidamente nel giro di 2-3 giorni.
Possono gonfiarsi anche le ghiandole linfatiche sottomascellari. La malattia (e talvolta anche la febbre) dura 7-10 giorni. In questo periodo i bambini sono abbastanza sofferenti e soprattutto rifiutano il cibo per il dolore provocato dalle lesioni del cavo orale. Passati questi giorni, la malattia guarisce spontaneamente e rapidamente. Le lesioni regrediscono e ricompare l'appetito che in genere per qualche giorno può addirittura diventare un robusto appetito.
La terapia specifica può prevede l'utilizzo di un farmaco antivirale (aciclovir) che a mio giudizio deve essere prescritto solo a bambini che si presentano in non buone condizioni di salute per altri motivi.
Oltre tutto non è facile somministrare il farmaco per bocca a bambini che non inghiottono nulla per il dolore causato dalle lesioni al cavo orale. Solo in casi rarissimi di forme particolarmente gravi e diffuse con vomito e inappetenza totale si rende necessario sia il farmaco antivirale sia il ricovero in ospedale per praticare fleboclisi.
Sconsigliate le toccature locali e gli sciacqui che rappresentano una tortura e non un giovamento per il bambino. Si possono somministrare vitamine, se il bambino ha voglia di prenderle
Dieta : le mamme non devono pretendere che i bambini in queste condizioni mangino!! Si rifaranno dopo a guarigione avvenuta. In ogni caso la dieta deve essere il più possibile liquida e fredda. Frullati di frutta, passati vegetali, omogeneizzati e liofilizzati di carne e … tanti gelati.
Paure, luoghi comuni ed errori Due cose spaventano le mamme il persistere della febbre alta e la totale mancanza di appetito. Rassicuratevi è la normale evoluzione della malattia. Luoghi comuni nessuno, perché la malattia non è conosciuta a livello popolare. Le mamme genere si meravigliano dell'esistenza questa malattia infettiva dei bambini.
Un approccio alla malattia errato ma piuttosto ricorrente è il seguente : la malattia all'inizio comincia con febbre abbastanza alta ed il bambino non presenta particolari sintomi se non la gola leggermente arrossata. Purtroppo spesso vengono subito somministrati gli antibiotici. La febbre continua e dopo 3-4 giorni, seguendo la sua normale evoluzione, compare la stomatite. A questo punto però, ahimè, la comparsa delle afte viene attribuita agli antibiotici. Poveri antibiotici, vengono usati a sproposito e poi incolpati di malefatte di cui non sono responsabili.

 

E ORA LE RISPOSTE ALLA VOSTRE DOMANDE:
ALTITUDINE, da Valeria

buongiorno,volevo sapere se un bimbo di 2 mesi si puo' portare in montagna e soprattutto a che altitudine puo' stare. grazie cordiali saluti Valeria
Valeria, Il bambino può essere portato a qualunque età (e quando si parla di qualunque età si intende anche il neonato), ovviamente entro i limiti raggiungibili in condizioni normali da un adulto(cioè nei luoghi abitati , e non a scalare vette impervie). Quindi si possono tranquillamente raggiungere anche quelle località alpine situate a duemila metri. A proposito di montagna, come per molti altri aspetti della vita dei bambini, ci troviamo di fronte spesso ad una serie di luoghi comuni . Il più frequente è : “ i bambini piccoli nel primo anno di vita non possono andare oltre i mille metri di altitudine”. Spero di convincere i sostenitori di questa teoria con un semplice ragionamento deduttivo.
Molte mamme che abitano in località alpine e che scendono a partorire in ospedali di pianura, dovrebbero forse abbandonare il loro bambino in ospedale per un anno o cambiare residenza e abbandonare casa, e forse, marito per almeno un anno, in attesa che il loro bimbo cresca e così possa tornare a casa?
Ho voluto di proposito dilungarmi perchè questi luoghi comuni rischiano di complicare la vita di una famiglia che, per colpa del figlio, si vede costretta a rinunciare ad alcuni aspetti piacevoli e salutari che sarebbero ancora più piacevoli se potessero essere vissuti con il proprio bambino ( per esempio fare una vacanza breve in montagna). Giuseppe Ferrari

14 MESI, DORME POCO E MALE, da Silvio
La mia bambina ha 14 mesi e di notte continua a dormire poco e male. Dopo un paio di ore di sonno notturno si sveglia, la portiamo nel ns letto e lei continua a muoversi con gli occhi chiusi. Abbiamo provato a dargli del latte, tisane, senza rimedio. Silvio
Silvio, purtroppo non so cosa consigliarti. Il comportamento della tua bimba è comune. Può essere conseguenza della condizione “nervosa” della bambina (per esempio un parto difficile con lievissima – ripeto lievissima – sofferenza neonatale), ma molto più frequentemente è conseguenza di cattive abitudini che involontariamente le avete dato (per esempio: accorrere durante la notte ad ogni piccolo pianto della bambina – eccessiva ansietà della mamma – darle latte e tisane ecc.). O da tutte e due le cose insieme. L''addormentamento nel bambino è un fenomeno complesso e fatto di una serie di meccanismi o rituali che molto spesso sono resi ancora più complessi dall'intervento degli adulti. Dovresti parlarne con il pediatra della bambina (che dovrebbe conoscere bene la bambina , i genitori e l'ambiente famigliare ) per approfondire con attenzione e pazienza gli aspetti che ti ho sottolineato (con particolare riguardo a quelli psicologici e comportamentali). Giuseppe Ferrari