Il misterioso morso della Scolopendra 
Il misterioso morso della Scolopendra 
29/05/2013

Il morso della scolopendra, chi non lo conosce? Sembra il titolo di un giallo di terz’ordine ma l’animaletto è una realtà di questi giorni umidi: comune in Italia, vive sotto le pietre e nei terreni non troppo secchi, a volte ce la troviamo in casa e non è tanto bella a vedersi, piatta e con decine di zampe, incrocio fra scorpione e millepiedi. E’ la Scolopendra cingulata (anche 17 cm di lunghezza e 15 mm di larghezza) vira dal giallo al bruno all'oliva, si nutre di adulti e larve di insetti e fa schifo a molti, precipuamente a un caro amico… ma è un altro discorso. La scolopendra se catturata reagisce con prontezza pungendo l'aggressore con le forcipule velenifere o con l'ultimo paio di zampe, fornite di unghia acuminata; non è pericolosa per noi ma la puntura è dolorosa e provoca gonfiori. Le grandi Scolopendre che vivono nei Paesi caldi (ad esempio la Scolopendra gigantea sudamericana) raggiungono i 26 cm di lunghezza e aggrediscono i piccoli rettili. Alla larga, dunque, dalle Grandi Scolopendre. Cosa simboleggia la scolopendra? Francamente lo ignoriamo. Sfugge, al momento, il suo intrinseco perché. Ma il dibattito online è vibrante: “Insetto95” chiede: “Salve a tutti, volevo sapere se è legale allevare delle scolopendre, se no qual'è (sic) il motivo?”. “IgorOp” risponde: “Non ci sono leggi che limitano o inibiscono l'allevamento delle scolopendre (cosa assurda vista la pericolosità di alcune di esse)”… La quête non si limita ai giorni nostri: ne parla un letterato del Settecento, per capirlo occorre sostituire alla “f” la “s”: “Molte belle ed utili cofe abbiamo già e molte ci giova fperare di averne in avvenire fapendo che effo fa buon ufo acconciamente sì delle fue patrie come delle altrui foreftiere fcoperte ficcome avrete potuto vedere in quella della Scolopendra Marina fattaci conofcere per la prima volta dal noftro valente Italiano il Sig Dottore Vianelli di Chioggia…”. Scopriamo così che esifte anche una scolopendra subacquea. Il suo mistero dunque continua, dai linguaggi desueti del Settecento a quelli spicci contemporanei. E’ noto – rinveniamo online - il caso del Klinger, fattosi ripetutamente mordere da una scolopendra (27 volte) per scopi scientifici. Nei giorni della scolopendra - nell’era della scolopendra - non è chi non veda l’utilità di proseguire codeste ricerche. Per ora non altro: “Addio, Voftro”…