Persico panato e guanciale alla J.R.

A due passi dal Garda un locale dove il menu degustazione lo scegliete voi


Pubblicato il 05/12/2013
Ultima modifica il 05/12/2013 alle ore 10:38

«Menu degustazione alla carta» così, esagerando, per assurdo, si potrebbe chiamare la formula, se non unica certo assai rara, che potrete trovare in questo ristorante affacciato sulla sponda bresciana del lago di Garda, locale recente ma già di grande successo perché, oltre tutto, studiato e mandato avanti da grandi professionisti. Così recita il monumentale menu grigio elefante, impreziosito da una nostalgica fotografia in bianco e nero in copertina: «Piatto unico “porzione generosa” e un dolce o formaggio: 25 euro». «Scelta di 2 piatti “porzione classica” e un dolce o formaggio: 35 euro». «Scelta di 3 piatti “porzione degustazione” e un dolce o formaggio: 43 euro». 

 

Il fatto assai raro è questo: da sempre il menu degustazione vi fa risparmiare, certo, ma i vostri piatti non siete voi a sceglierli, ma il ristoratore, il gestore… E talvolta hanno anche la pretesa che quei dati piatti che stanno bene a loro non solo vadano bene anche a voi ma che sia l’intero tavolo a prendere quel dato menu degustazione… Qui non è così: i piatti qua sopra scritti li potrete accostare a vostro piacimento scegliendo tra 8 antipasti, 8 primi piatti, 7 secondi, 6 dolci. 

 

Se il Piemonte è la regione della gola, la Lombardia è la capitale dell’agricoltura italiana: con 2 milioni di maiali è al primo posto per allevamenti (prima di Emilia Romagna e… Piemonte) ed è ai vertici in quasi tutti gli altri settori. Un’altra testimonianza la trovate nel menu di questo locale che elenca,tra i mille prodotti lombardi (a parte la somma mortadella La Favola di Palmieri e il culatello artigianale di Massimo Spigaroli): capperi di Gardone, storione affumicato di Calvisano, formaggella di Tremosine, tartufo nero della Valtenesi, luccio e persico. 

 

Il posto è tutto nuovo: lo hanno ideato Paolo ed Ivan Favalli che mandano avanti da un ventennio quella meraviglia che è l’Aquariva,a poca distanza da lì, sopra, verso Salò. Voi, tenendo il lago sulla vostra destra, arrivati nel poco segnalato hotel residence Sant’Emiliano, entrate e parcheggiate(oggi in grande comodità). Due passi nel verde, uno dal lago, ed avete davanti a voi la secolare rinnovata struttura del Palazzo che ospita poche suite, un invitante centro benessere e questa «osteria» le cui salette si rincorrono nitide, squillanti, festose(sperando che nessun cliente sia lasciato impunemente fumare oltre l’entrata). Scegliendo anche tra una ventina di vini a bicchiere, eccovi ripetere i miei stessi assaggi: succulento marbrè di bollito con salsa verde, luccio del Garda con polenta abbrustolita, persico di lago impanato e salsa tonnata, meraviglioso guancialino di vitello con purea di patate alla maniera di J.R. , appunto… Joel Robuchon. Al dolce, magistrali sorbetti di lamponi, frutti della passione e gelato alla vaniglia. 

 

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