Debiti al villaggio San Rocco: “Resteremo al gelo in 2 mila”

La residenza in via Unità d’Italia. Devono oltre 240 mila euro a Eni. Gli abitanti: “Gestito male dall’Atc”


Pubblicato il 05/10/2016
Ultima modifica il 06/10/2016 alle ore 20:11
novara

Senza riscaldamento, senza amministratore e con un debito con l’Eni di oltre 240 mila euro, senza contare le morosità arretrate. «L’inverno si avvicina, non sarà semplice, e crediamo che ci siano responsabilità da accertare su come sia stato amministrato questo condominio» precisa Giuseppe Favatà: è il presidente dell’associazione «Residenza San Rocco», il maxi condominio di 29 palazzine e abitato da 392 famiglie costruito negli anni ’60 dall’ex Istituto case popolari, ora quasi interamente riscattato dagli abitanti.  

 

Senza amministratore  

Ci abitano quasi 2 mila persone da anni alle prese con un’intricata vicenda di bollette non pagate e contrasti con l’amministrazione: per l’associazione dei residenti si tratta di una cattiva amministrazione da parte di Atc, «condannata» da una sentenza nel 2006 a farsi carico del complesso tra via Unità d’Italia, via Giolitti e via Gibellini, pur possedendo soltanto 20 appartamenti. Per l’Atc, invece, l’ente non avrebbe mai dovuto amministrare quel palazzo: «Quest’anno la Cassazione ci ha dato ragione - precisa il presidente Giuseppe Genone -, noi non avremmo mai dovuto occuparcene, ma negli anni abbiamo seguito la normale prassi, anche con solleciti e vendite forzose di beni». 

 

Un passo indietro  

Quando il condominio è stato costruito, il riscaldamento delle 29 palazzine è stato affidato a un unico grande locale caldaia. E le morosità si sono accumulate: «Nel consuntivo 2014/2015 ammontavano a 181 mila euro, a carico di 105 famiglie - spiega Favatà - e riteniamo che Atc abbia delle responsabilità per non aver perseguito i morosi».  

Intanto i debiti nei confronti di Eni sono aumentati: «Tempo fa abbiamo scoperto che l’Eni ha fatturato una bolletta da un milione e 700 mila euro, di cui erano coperti solo 800 mila con i versamenti richiesti dall’Atc». 

 

Per far fronte alla situazione, l’Eni aveva approvato un piano di rientro, rate da 60 mila euro fino a marzo 2017, interrotte però a maggio: «L’amministratore di Atc ha tenuto per due anni l’assemblea in ritardo di sei mesi, ha concesso rate posticipate, così a un certo punto in cassa non c’era più liquidità per pagare».  

Intanto Atc, nell’ultima assemblea del 28 giugno, ha lasciato l’amministrazione: «Abbiamo nominato un nuovo amministratore, il geometra Mauro Verri, che dopo aver visto le carte, ha rinunciato all’incarico. O meglio, si farà carico del futuro del condominio, ma del pregresso deve occuparsi Atc». La richiesta è che Atc contribuisca a risolvere i problemi accumulati finora: «I suoi errori di amministrazione hanno portato a questa situazione». Lunedì scorso l’ultimo confronto: «Ma nulla, ad oggi, si è ancora mosso». 

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