La castagna antiraffreddore di mio nonno
La castagna antiraffreddore di mio nonno
06/10/2016

Mio nonno era un contadino piemontese e viveva tutto l'inverno, fino a primavera avanzata, con una castagna in tasca. Cambiava i pantaloni, spostava la castagna. Non ho mai verificato, ma è possibile che la tenesse anche d'estate.
Una castagna non commestibile, «d'India» la chiamava lui - poi ho scoperto che si chiamano davvero così, anzi due: perché c'era quell'altra castagna che stava in macchina, nel cruscotto.
Una terza la ricordo bene, nel penultimo cassetto, dove teneva le carte da Marca 'l re e da Scopa e il notes per i punteggi.
Una castagna d'India sempre con sé, era convinto, teneva lontano il raffreddore e l'influenza. Non ci si ammala.
Lui, non lo ricordo con la febbre né con l'influenza, quando era giovane. Nemmeno quando era vecchio, ma quando era vecchio faceva il vaccino.
Dove finisce, su quale linea geografica, la credenza della castagna d'India? Liguria? Lombardia? Veneto? Toscana? (India?)  

[La fotografia è di Carolina Roggero, la castagna è raccolta in corso Marconi a Torino]
@marcogiacosa  

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