A Milano la youtuber Sofia Viscardi conquista Bookcity

60 mila copie vendute in sei mesi per «Succede», il suo primo romanzo, che diventerà un film


Pubblicato il 19/11/2016
Ultima modifica il 19/11/2016 alle ore 10:25

Bella, è bellissima, in gamba, è in gambissima, amata, soprattutto, è amatissima: a soli 19 anni la youtuber milanese Sofia Viscardi può sicuramente dire di aver raggiunto il successo che tante sue coetanee possono, almeno per il momento, solo sognare. Eppure non si monta la testa, nemmeno di fronte alle centinaia di ragazze che, accompagnate dai genitori, hanno letteralmente assalito il BASE di Milano, dove Sofia ha presentato il suo primo romanzo, «Succede» (Mondadori), nell’ambito di BookCity 2016, la rassegna dedicata alla lettura, a Milano dal 17 al 20 novembre. «Non mi definirei l’idolo delle adolescenti – spiega a La Stampa -. Forse sono un punto di riferimento, ma rimango una ragazza che ama confrontarsi e intrattenere». 

 

 

«Succede» è un romanzo di formazione, una storia adolescenziale che da maggio ha venduto più di 60mila copie in tutta Italia e che si è recentemente tradotto nel progetto di un film che, con tutta probabilità, avrà lo stesso titolo. «Tranquilli, non reciterò io, almeno per il momento non mi vedo come attrice», scherza Sofia con le sue fan, che però, non c’è dubbio, non vorrebbero che lei nei panni della protagonista Margherita. Urlano il suo nome, la salutano sventolando in mano le copie del suo romanzo che lei firmerà a fine incontro (con tanto di abbraccio e selfie), e non le staccano lo sguardo di dosso. Alcune hanno addirittura gli occhi lucidi. Per il film «vorrei una protagonista bella, ma non figa – aggiunge – e la immagino un po’ riccia. Lavorerò con le due sceneggiatrici e cercherò di fare in modo che il film sia il più possibile aderente al libro che ho scritto. Per il resto, non so cosa aspettarmi, siamo proprio all’inizio di questo progetto». 

 

I video di Sofia, come il suo romanzo, raccontano la vita quotidiana di un’adolescente come tante altre, con titoli del tipo «Allarme San Valentino», «Mamma, ho preso un brutto voto», «Che prodotti usi per i tuoi capelli?». «Sento di avere più responsabilità verso me stessa che verso le ragazze che mi seguono – spiega -. Del resto, nei miei video dico sempre che sono una persona normale, che fa i suoi sbagli, piange, litiga e prende brutti voti. Non per questo sento di dover avere dei filtri o nascondere qualcosa. Magari modero un po’ il linguaggio, ma dico tutto quello che voglio». La sua è la voce dei Millennials, cresciuti a pane, internet e social network: «Una volta l’intrattenimento passava attraverso televisione e radio, ed era unidirezionale – spiega Sofia -. Oggi con i social media l’intrattenimento è diventato un dialogo».  

 

L’essere una star del web e non della televisione, inoltre, permette a Sofia «di essere molto più vicina alle persone che mi seguono, sono come loro». La parlantina da comunicatrice è un’eredità di mamma e papà, lei esperta di pubbliche relazioni, lui pubblicitario. «Sono fortunata ad avere genitori come loro, che mi hanno sempre lasciato libera scelta, permettendomi di sbagliare e di imparare dai miei errori. Grazie al loro lavoro capiscono cosa faccio e mi danno consigli utilissimi». 

 

Lei non sa ancora se seguirà le orme dei genitori. «Quest’anno ho la maturità – dice -. Dopo mi prenderò un anno sabbatico e forse studierò Filosofia. Sicuramente voglio diventare mamma, ma dopo l’università».  

 

Il suo canale YouTube, aperto a 15 anni, ha oggi più di 650mila iscritti, i suoi video fanno centinaia di migliaia di visualizzazioni (più di 52 milioni le visualizzazioni totali, solo sul Tubo), quasi 500mila i follower su Twitter e ben 1,3 milioni su Instagram. Eppure Sofia prende il successo con semplicità e spigliatezza. Un atteggiamento che suscita ammirazione e identificazione nelle adolescenti che la seguono, del resto: chi l’ha detto che tra donne ci debba essere per forza invidia? «E’ sorprendente la scia che c’è stata dopo l’uscita del romanzo – racconta Sofia -. Non solo le mie coetanee, ma anche le loro mamme hanno apprezzato il mio libro, perché hanno fatto un tuffo nel passato. È stato bello sapere che anche se i mezzi di comunicazione sono cambiati, ma le emozioni che proviamo sono sempre le stesse. Mia mamma e mia nonna mi hanno confessato che si sono riviste loro quando avevano la mia età». Figlie, mamme, nonne, unite dalle storie comuni che ogni ragazza ha vissuto prima di diventare donna. A guardarle tutte insieme, in questo pomeriggio milanese, si stringe il cuore e sembra non esserci alcun dubbio: la “nuova sorellanza” passa anche attraverso il web. 

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