Novara, vittoria nel derby contro la Pro Vercelli per accendere i playoff

Azzurri carichi dopo 4 successi, c’è da riscattare il ko dell’andata. Fischio d’inizio alle 15
LAPRESSE


Pubblicato il 12/03/2017
Ultima modifica il 12/03/2017 alle ore 15:19
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Da tempo non arrivavano al derby come treni in corsa. Per Novara e Pro Vercelli, l’appuntamento era stato negli anni scorsi l’occasione di rilancio o di conferma (per gli azzurri) di una certa superiorità sull’avversario. Oggi (si gioca alle 15 al Piola), e qui sta l’anomalia, entrambe hanno accelerato: il Novara non perde da sette gare e ha vinto le ultime quattro, i bianchi hanno infilato 7 punti nelle tre partite più recenti. Più che a ripartire o certificare i rapporti di forza, questo pomeriggio si appuntano le ambizioni da cogliere nell’ultima parte di stagione.  

«Di solito prima di un derby c’è sempre una squadra che sta meglio dell’altra - analizza Roberto Boscaglia -. E chi non se la passa bene, spesso la spunta. Questa volta non è proprio così. Spero in una bella partita, ovvio che vogliamo vincerla. Si percepisce l’interesse della città per questo incontro».  

 

 

«La delusione smaltita»  

Il Novara ha una salvezza da garantirsi con un certo anticipo per proseguire il suo cammino verso il sogno playoff, un po’ come lo scorso anno. I bianchi sono nel gruppo di squadre al confine tra la retrocessione e la conferma in B. Il successo della Pro all’andata aveva chiuso in realtà il primo mini periodo d’oro di Moreno Longo e dei suoi giocatori, che da quella sera avevano infilato nove partite di fila senza altre vittorie.  

«E’ giusto avere spirito di rivincita, ma non dobbiamo dimenticare l’obiettivo - avverte Boscaglia -. Non bisogna pensare troppo a quella delusione anche perché l’abbiamo ormai smaltita». Come l’infortunio di Edoardo Lancini, che già oggi riprenderà il suo posto in difesa: il centrale sostituirà lo squalificato Magnus Troest.  

 

Il ritorno di Calderoni  

Boscaglia è parso ottimista anche sul rientro tra i titolari di Marco Calderoni, fuori nelle ultime sei. Con il ritorno del mancino sulla fascia sinistra, a difesa scalerebbe Marco Chiosa. In attacco si rivedrà Federico Macheda; Andrea Orlandi potrebbe essere la carta da calare a partita in corso.  

C’è abbondanza, insomma. «I ballottaggi fanno piacere a me e ai giocatori - assicura il tecnico -. Checco Zalone non aveva il posto fisso in uno dei suoi film, figuriamoci se in una squadra esista la certezza di essere titolari (ride, ndr)». In casa Pro, occhi puntati su Rolando Bianchi: i 128 gol in carriera dall’ex capitano del Torino bastano per renderlo il pericolo numero uno. All’andata però erano stati decisivi Andrea La Mantia e Simone Emmanuello, entrati dalla panchina. «Bianchi è un attaccante ritrovato, ma non c’è solo lui - insiste Boscaglia -. I nostri avversari, come noi, non hanno giocatori che possono fare la differenza da soli in maniera netta. Le capacità individuali emergono se la squadra lavora come si deve».  

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