Gdf: nel 2016 appalti irregolari per 3,4 miliardi. 140 arrestati

ANSA


Pubblicato il 16/03/2017
Ultima modifica il 16/03/2017 alle ore 15:24

Nel corso del 2016 gli appalti pubblici dati ad aziende in modo irregolare è cresciuto del 200 per cento rispetto all’anno precedente. Un dato preoccupante quello che emerge leggendo attentamente il Rapporto Annuale 2016 della Guardia di Finanza presentato questa mattina alla presenza del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e del Comandante generale Giorgio Toschi. E proprio Padoan durante la presentazione del rapporto ha spiegato che la «lotta a reati fiscali è la priorità della presidenza», e che «l’obiettivo è di migliorare la collaborazione tra le diverse autorità preposte alla lotta all’evasione fiscale, al riciclaggio, alla corruzione, ai crimini finanziari, in particolare attraverso un più efficace scambio di informazioni». Il dossier presentato oggi è ricco di spunti e lascia intravedere chiaramente i grossi sprechi di denaro pubblico: 5,3 miliardi di euro nell’ultimo anno (dovuto a sprechi e gestioni non corrette dei fondi pubblici).  

 

Il Rapporto rendiconta inoltre l’esito delle quasi 4.000 indagini svolte nel 2016 su tutto il territorio italiano su dipendenti e funzionari pubblici per reati contro la Pubblica Amministrazione: 4.031 denunciati, di cui 241 arrestati; la metà dei denunciati è accusata di abuso di ufficio, il 21 per cento di peculato, il 23 per cento di corruzione e concussione. Altro argomento trattato nelle pagine del rapporto delle fiamme gialle sono le quasi 600 segnalazioni di finanziamento del terrorismo. Il Nucleo di Polizia Valutaria ha infatti raccolto nel corso dell’anno 21.512 transazioni dubbie: 570 riguardano «possibili contesti di finanziamento del terrorismo» e sono tutt’ora sotto indagine, ha spiegato Giorgio Toschi, comandante generale della guardia di finanza. Un milione gli interventi di polizia economica e finanziaria, che hanno portato alla scoperta di 2.000 casi di frodi iva e 1.663 di evasione fiscale internazionale, con il sequestro di quasi un miliardo di euro.  

 

Nel campo del mercato nero, sono stati denunciati 19.000 lavoratori in nero e irregolari, mentre 180 milioni i prodotti illegali sequestrati perché contraffatti, piratati o pericolosi, per un valore superiore a 2,4 miliardi. Alla criminalità di stampo mafioso (Mafia, Camorra, Ndrangheta) sono stati sequestrati 2,6 miliardi di euro: 5.242 proprietà, 281 aziende, centinaia di quote societarie, denaro in contanti. Non solamente dati negativi però. Il ministro dell’economia Padoan, ha infatti spiegato che «dopo una profonda e prolungata recessione economica, i recenti dati diffusi dall’Istat, segnalano una crescita del Pil pari allo 0,9% nel 2016. Vi sono chiari segnali positivi, soprattutto per la domanda interna, sostenuta sia dai consumi delle famiglie (+1,3%), sia dagli investimenti fissi lordi ( +2,9%)». 

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