Bilancio, i fondi del governo rischiano di slittare al 2018

E il Comune in attesa dei soldi non copre i mutui di Gtt e InfraTo

Il Comune non garantirà le rate dei mutui sottoscritti da Gtt e InfraTo per il metrò e i tram della linea 4


Pubblicato il 30/03/2017
Ultima modifica il 31/03/2017 alle ore 07:52
torino

Da qualche giorno Chiara Appendino e i suoi assessori, a chi chiede conto dei tagli a scuola, agevolazioni Tari, cultura e altro ancora, rispondono che il Comune è al lavoro per cercare di recuperare risorse. Sarà difficile per l’amministrazione Cinquestelle fare affidamento sui fondi perequativi Imu e Ici, quei 61 milioni per cui la sindaca ha deciso di passare alle vie legali contro il governo. Per Palazzo Civico sono soldi dovuti, frutto di una sentenza definitiva, che non prevede transazioni né trattative. Anzi, incassare di meno esporrebbe amministratori e funzionari a possibili contestazioni di danno erariale. Per il governo è invece una partita ancora tutta da valutare. Al momento Gentiloni non sembra disposto a inserire una norma per Torino nel decreto Enti locali in dirittura d’arrivo, come chiedevano i parlamentari del Movimento 5 Stelle. Se ne parlerà più avanti, nel contesto della manovra correttiva dei conti pubblici che si annuncia dura e piena di tagli e che rafforza l’ipotesi che tutto slitti al 2018.  

 

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I MUTUI PER GTT E INFRATO  

Non poter contare sui fondi Ici-Imu (che infatti non sono a bilancio) rende ancora più in salita il cammino di Appendino che - oltre ad allentare i tagli - dovrà trovare ulteriori risorse per coprire alcune voci di spesa per ora escluse dal bilancio, come le rate dei mutui da versare a Gtt e Infra.To. Si tratta dei 29 milioni l’anno per pagare i lavori della linea 1 del metrò e i tram 4 - versati solo in parte dal 2014 al 2016 - che hanno originato le inchieste di procura e Corte dei Conti su debiti e crediti tra il Comune e le sue partecipate. Nel bilancio sono stanziati 22 milioni, ovvero l’arretrato del 2016, quando la giunta Fassino aveva previsto solo 7 milioni su 29. «E i 29 milioni del 2017?», ha chiesto il capogruppo Alberto Morano, che con i suoi esposti ha fatto partire le indagini. 

 

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«Stiamo discutendo con le banche per rinegoziare i mutui», ha risposto l’assessore Rolando. In attesa di capire se si otterranno condizioni migliori il capitolo di spesa non è stato previsto. «Ma a meno che le banche non azzerino le rate del 2017, cosa che escludo, siamo davanti a una spesa obbligatoria per cui non c’è copertura», insiste Morano. «In questo momento non ci sono le risorse», ammette Rolando. Si rischia così di aggravare una situazione che sta mettendo a rischio Gtt e InfraTo, e - per il Comune - di allargare il debito generato tra il 2014 e lo scorso anno.  

 

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LA POLEMICA POLITICA  

Le opposizioni criticano la manovra: «Le entrate una tantum ammontano a quasi 200 milioni, uno sproposito che mette a rischio l’attendibilità stessa del bilancio», dice il capogruppo del Pd Stefano Lo Russo. «Ci sono stime di incassi che neanche un profeta potrebbe predire. A ciò si aggiunga la scelta di procedere a una serie di tagli lineari che colpiscono settori cruciali», aggiunge Osvaldo Napoli di Forza Italia. Critiche cui Rolando replica tornando sulla situazione ereditata dal passato: «Nel 2017 il Comune avrà 90 milioni di euro in meno di entrate e non abbiamo neanche l’avanzo di amministrazione utilizzato dalla vecchia giunta». Senza contare la necessità di invertire il trend della cassa comunale che al 1 gennaio era in negativo di 273 milioni di euro e che costringe la Città a fare in continuazione ricorso ad anticipazioni di liquidità, indebitandosi». 

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