Montagna appiattita
Montagna appiattita
L’estate sulle Alpi scorrerà all’insegna alle solite attività: corsa, bike, sport outdoor, gastronomia. Rare le iniziative fuori dal coro, a dispetto dei proclami degli operatori a differenziare l’offerta
max cassani
23/06/2017

Differenziare l’offerta turistica, creare esperienze ed emozioni su misura, fare sistema. E’ questa la ricetta ripetuta come un mantra dagli operatori alpini per rilanciare il turismo in quota. La montagna non è solo sci d’inverno e bici o passeggiate d’estate. Si possono fare anche altri sport: correre ed arrampicare, volare col parapendio, pescare, discendere i torrenti col kayak o il gommone. Oppure coltivare interessi più culturali: cinema, arte, musica, letteratura. 

 

Tutto vero, tutto giusto. Tra il dire e il fare c’è però di mezzo il monte. E così, al di là delle parole, l’offerta turistica estiva sopra i 1000 metri dal Monviso alle Dolomiti rimane sostanzialmente appiattita fra sport outdoor e gastronomia. Tutte le località s’inventano maratone del gusto o i soliti eventi adrenalinici, copiandosi l’un l’altra. Non passa fine settimana senza almeno una gara di ciclismo o di corsa in montagna. Ogni estate fioriscono nuovi festival outdoor e bike days: ormai non si contano più. A proposito di fare sistema e non farsi concorrenza tra valli, in Alto Adige hanno pensato bene di organizzarne due nel giro di una settimana: il Dolomites e il Sellaronda Bike Day. I passi chiusi al traffico motorizzato sono diversi ma il format identico. 

 

E sì che ci vorrebbe poco a proporre iniziative alternative. Per dire: il turismo motociclistico d’estate muove migliaia di persone. Perché non organizzare un Motorbike Day nelle località di valico che possono vantare strade e itinerari ad hoc? L’abbiamo chiesto al direttore di un consorzio particolarmente adatto ad ospitare mototour. Risposta: «Ma sa che non ci avevamo mai pensato?». 

Twitter @maxcassani  

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