Bloomberg, i cambiamenti climatici e le migrazioni di massa


Pubblicato il 01/07/2017
Ultima modifica il 01/07/2017 alle ore 07:28

Caro Direttore, si parla molto di migranti e mi chiedo quanto pesano i cambiamenti climatici sulle ragioni che li spingono a partire dai Paesi di nascita in Africa e in Asia. Possiamo considerare il clima uno degli elementi che innescano le fughe di massa, al pari di guerre civili e povertà? 

Margherita Morpurgo, Padova  

 

Cara Margherita, la maggioranza dei migranti che arrivano in Italia provengono dal Sahel ovvero dalla regione sub-sahariana afflitta non solo da guerre, jihadismo e povertà ma anche dalla desertificazione che avanza. Il primo Paese per provenienza geografica dei nostri migranti è diventato la Nigeria, ovvero la più popolosa nazione africana dove si sommano le tre maggiori cause dell’emigrazione di massa: violenze determinate dai jihadisti di Boko Haram, impoverimento a causa del calo del greggio - maggiore risorsa di reddito nazionale - e desertificazione frutto dei cambiamenti climatici in atto.  

Gli studi sui migranti climatici risalgono al 1988 e l’Agenzia Onu per i rifugiati dedicò al tema un approfondimento ad hoc nel 2002 ma ciò che più colpisce è lo studio del «Center for Climate and Security» di Washington, redatto dal ricercatore Francesco Femia nel 2015, secondo il quale la siccità che colpì la Siria dal 2006 al 2011 è stato uno dei motivi che ha spinto almeno due milioni di contadini a lasciare il Paese appena la guerra civile iniziò proprio nel 2011.  

Tutto questo per dire che i migranti causati dai cambiamenti climatici sono una realtà consolidata nei Paesi più poveri. Ma c’è dell’altro: l’impegno dell’ex sindaco di New York, Michael Bloomberg, per spingere le metropoli di più Continenti a ridisegnare le mappe urbane nasce esattamente dallo stesso motivo. Ovvero, i cambiamenti climatici sono oramai in corso e le metropoli devono varare in fretta misure per tenerne conto: a cominciare dallo spostamento di quegli abitanti che vivono lungo i corsi d’acqua visto che il livello dei mari è destinato ad aumentare con la relativa minaccia di inondazioni nei luoghi abitati.  

La stagione nella quale abbiamo vissuto il dibattito - aspro - sulla natura dei cambiamenti climatici deve lasciare il posto all’elaborazione di politiche per farvi fronte. Non solo per arginare le migrazioni di massa ma anche per migliorare sicurezza e vivibilità delle nostre città. 

 

home

home

La Stampa con te dove e quando vuoi