Ddl antifascismo, scontro Renzi-M5S

Cinquestelle contrari alla norma in discussione oggi alla Camera: “Liberticida”. Il segretario dem: “Liberticida era il fascismo, non la legge sull’apologia”

Oggi alla Camera di discute la proposta di legge Fiano (Pd) sulla propaganda fascista


Pubblicato il 10/07/2017
Ultima modifica il 10/07/2017 alle ore 21:14

È scontro tra il Pd di Matteo Renzi e il M5s sulla proposta di legge presentata da Emanuele Fiano che introduce nel codice penale il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. La legge approda oggi all’aula della Camera per la discussione generale e in settimana è atteso il voto. Ma M5s in commissione Affari costituzionali ha dato parere negativo al testo, definendolo «liberticida». Immediata la reazione del segretario dem: «Liberticida era il fascismo non la legge sull’apologia del fascismo. Bisogna dirlo al M5s: era il fascismo liberticida. Almeno la storia!» scrive Renzi suoi profili social. 

 

La legge  

L’articolo unico della pdl Fiano introduce nel codice penale il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista punibile con la reclusione da 6 mesi a 2 anni. Le condotte penalmente rilevanti sono individuate nella propaganda di immagini o contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco o delle relative ideologie, anche solo con la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni che raffigurino persone, immagini o simboli chiaramente riferiti a questi partiti o ideologie; nel richiamare pubblicamente la simbologia o la gestualità del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco ovvero delle relative ideologie. Costituisce aggravante del delitto la propaganda del regime fascista e nazifascista commessa con strumenti telematici o informatici. L’aggravante riguarda quindi sia i siti Internet con contenuti di propaganda delle ideologie fasciste e nazifasciste sia il merchandising online dei gadgets e degli altri beni chiaramente riferiti al partito e all’ideologia fascista o nazifascista. 

Nel parere contrario M5s sottolinea come la legge faccia divenire penalmente rilevanti anche «condotte meramente elogiative, o estemporanee che, pur non essendo volte alla riorganizzazione del disciolto partito fascista, siano chiara espressione della retorica di tale regime, o di quello nazionalsocialista tedesco» e dunque «il provvedimento in esame si palesa quale sostanzialmente `liberticida´». «L’approvazione del provvedimento determinerebbe, quindi, l’entrata in vigore di una norma illegittima ed in parte priva di concreti effetti, se non, in alcuni casi, in merito all’abbassamento delle pene edittali» e dunque M5s ha espresso parere contrario. Ma il Pd ha reagito duramente, prima attraverso lo stesso Fiano, poi con le parole di Renzi. 

 

La replica Cinquestelle  

Il M5s replica al Pd chiarendo: «L’antifascismo è un valore fondante della nostra Costituzione e del nostro Paese». «Un principio - scrive il capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera Simone Valente - che non può mai essere dimenticato né messo in discussione, rispetto al quale non è neppure ipotizzabile un passo indietro. Gli attacchi odierni nei nostri confronti che provengono dal Pd sono puramente strumentali. Non permettiamo a nessuno di mettere in discussione principi fondanti della nostra storia e della nostra identità». 

 

Mentre Fi, con il capogruppo alla Camera Renato Brunetta, pungola il Pd: «perché non introdurre nella legge Fiano anche l’apologia di comunismo? La storia va letta a 360gradi, non in un’unica direzione». 

 

E il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli, si dice strabiliato nel notare che «proprio alla vigilia della pubblicazione del libro di Renzi “L’Italia va avanti”, il Pd alzi la canizza su una pericolosissima minaccia che si aggira per l’Europa. No, non è il terrorismo islamico, non è l’immigrazione. È il fascismo. Questo è il modo del Pd di guardare avanti per il futuro dell’Italia, introdurre nel nostro ordinamento i reati d’opinione, anzi, un unico reato d’opinione perché si potrà impunemente inneggiare a Stalin e a Osama Bin Laden. La verità è che taluni personaggi del Pd restano profondamente illiberali, faziosi e comunisti dentro». 

 

 

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