Corsaro si difende: “E’ una battuta volgare, ma non antisemita”

«Volevo semplicemente dire a Fiano che è una testa di c… Sono costernato dalla speculazione di una certa parte politica»
ANSA


Pubblicato il 12/07/2017
Ultima modifica il 12/07/2017 alle ore 19:58
roma

È ormai sera quando il deputato fittiano Massimo Corsaro, per rendere chiara la sua posizione contraria alla proposta di legge del dem Emanuele Fiano, che mira a introdurre il reato di propaganda fascista, viene colto dall’ispirazione e su Facebook pubblica la foto del collega Pd con la didascalia: «Che poi, le sopracciglia le porta così per nascondere la circoncisione». 

 

Corsaro, ha una spiegazione per quella frase?  

«Volevo semplicemente dire a Fiano che è una testa di c… Se vuole una motivazione più ampia, non saprei cosa dire. Se non il fatto che sia costernato dalla speculazione di una certa parte politica: cercano di attribuire alla mia frase un significato che non esiste in alcun modo».  

 

Parlare di circoncisione come se fosse un’aggravante dell’insulto non è un atteggiamento antisemita?  

«Volgare. Sì, è una battuta volgare. Ma non antisemita. Anzi, pensavo di toccarla piano rispetto alla parola con due zeta». 

 

Insomma, la ripeterebbe?  

«Guardi, se c’è davvero anche una sola persona che abbia potuto interpretarla come una frase insultante nei confronti della comunità ebraica, mi scuso. Mi scuso totalmente. Ma la circoncisione è un fenomeno che per motivi personali o sanitari è seguito da milioni di persone nel mondo. Non tutte necessariamente legate a una confessione religiosa». 

 

Fiano però è ebreo e la storia della sua famiglia è nota…  

«Volevo solo insultarlo. Se devo essere crocifisso perché sono l’unico italiano al mondo a pensare di un suo collega che è una testa di c…. Mi verrebbe da dire: “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”». 

 

Crocifissione, scagliare la prima pietra. Che fa, Corsaro, ci ricasca?  

«Per carità! Diciamo allora: “alzi la mano chi non lo ha mai pensato” e lasciamo perdere le comunità religiose, che non c’entrano nulla. Diciamo piuttosto che questa polemica conferma una abitudine alla menzogna. Una strumentalizzazione delle parole altrui. È risibile». 

 

Chiedono tutti le sue dimissioni. Ha sentito Raffaele Fitto? Anche lui crede che sia risibile?  

«Ho sentito Fitto, ovviamente, e gli ho assicurato che avrei spiegato pubblicamente il senso del mio post. Per come mi conosce, sa benissimo che certi pensieri non fanno parte della mia persona. Sono tranquillo. In trent’anni di politica non c’è mai stata una sola mia parola addebitata in questa direzione. Poi, io faccio della responsabilità soggettiva un mantra della vita. Si figuri se non mi assumo le responsabilità di quello che scrivo». 

 

Intanto sui social network è stato inondato dagli insulti. Se l’aspettava?  

«Ho scritto quelle cose coscientemente. La replica a un insulto fa parte del gioco. Quando ne sono oggetto invece che esserne soggetto, non mi scandalizzo. E a proposito della strumentalizzazione: io ho scritto il post ieri sera e fino a questa mattina la frase aveva visto qualche centinaio di like e una trentina di commenti. Poi il post è stato rilanciato su twitter da una collega del Pd ed è esploso l’attacco mediatico. Proprio oggi che c’è il decreto salva banche. Mi viene da pensare che venga buono anche un Corsaro per sviare dall’argomento». 

 

A questo punto, per completare il mea culpa, potrebbe votare la proposta di legge di Fiano. Se la sente?  

«Lascio il dubbio alla sua sensibilità». 

 

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