Il deputato Corsaro insulta Fiano. E lui replica: “È un fascista antisemita”

Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario del Pd, Matteo Renzi, che ha chiesto le dimissioni del parlamentare di destra
LAPRESSE

Il deputato del Pd Emanuele Fiano


Pubblicato il 12/07/2017
Ultima modifica il 13/07/2017 alle ore 07:37

«Porta le sopracciglia così per coprire i segni della circoncisione...». È il commento postato su Facebook dal deputato fittiano Massimo Corsaro, sopra una foto di Emanuele Fiano, relatore del ddl sull’apologia del fascismo. Fiano, parlamentare del Partito democratico, ha risposto sul social network: «Sì, io sono circonciso ed ebreo. Orgogliosamente. Massimo Corsaro invece esprime oggi il peggio dell’antisemitismo di stampo fascista con questo post. Mi dispiace per mio padre e per tutti quelli che per via della circoncisione sono stati torturati, massacrati o uccisi. Mi dispiace che la mia battaglia culturale non sia stata abbastanza forte contro tutti questi. Non mi farete tacere». 

 

Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario del Pd, Matteo Renzi, che ha chiesto le dimissioni di Corsaro. «Il deputato della destra di cui mi vergogno a fare il nome dovrebbe ricordare che il padre di Lele Fiano è uno dei pochi sopravvissuti ad Auschwitz dove ha perso la mamma, il papà, il fratello la cognata e il nipotino - ha detto Renzi - Di fronte a questo non ci sono scherzi che tengono, se Corsaro avesse un minimo di dignità si dimetterebbe anche stasera». «A qualcuno si è spenta l’aria condizionata. Ognuno può pensarla come vuole sul provvedimento ma i 5 stelle hanno detto è liberticida: liberticida era il fascismo», ha aggiunto. In tanti, anche tra gli avversari politici, hanno espresso solidarietà a Fiano. 

 

 

 

 

Corsaro ha poi spiegato con una nota che non si tratterebbe di antisemitismo, ma di un attacco personale: «Sono tristemente dispiaciuto, benché non sorpreso, che sia nata la solita orchestrata speculazione riguardo il mio post sul collega Fiano. È fin troppo ovvio che nella mia battuta - certamente, e volutamente, indigesta ai sacerdoti del politicamente corretto - non vi è e non vi può essere alcuna forma né volontà di antisemitismo, o peggio ancora di coinvolgimento della comunità ebraica in un attacco esclusivo, circoscritto alla figura del deputato piddino che - lui si - maggiore rispetto dovrebbe portare alla storia da cui proviene, evitando di immiserirla in quotidiane speculazioni ad uso personale». 

 

 

«E se per davvero qualcuno, in buona fede, ha frainteso la mia espressione, solo verso quel qualcuno - ha aggiunto Corsaro - mi scuso. Ho piuttosto inteso, con un linguaggio forte come - purtroppo o per fortuna - si usa sui social, ed usando una sua fotografia, dargli del “testa di c...”. Alzi la mano chi non l’ha mai pensato di nessuno. Ed io lo penso di Fiano, di cui ricordo l’impegno ad impedire che - a Milano - ogni anno migliaia di giovani si incontrino per commemorare la figura di un diciassettenne, Sergio Ramelli, che adulto non è mai diventato perché suoi sodali politici di un triste passato gli strapparono la vita a suon di colpi di chiave inglese sulla testa». 

 

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