Riabilitazione da casa con un tablet


Pubblicato il 21/07/2017
Ultima modifica il 21/07/2017 alle ore 15:30

Come fare riabilitazione fisica da casa con un tablet di uso semplice. Anziani, diversamente abili, ma nei casi più gravi anche infortunati, possono con un semplice tablet seguire le direttive che appaiono sullo schermo senza spostarsi dal luogo di abitazione.  

 

È una delle molte applicazioni che i nuovi software permettono per semplificare la vita a chi ha problemi. Il software lo ha realizzato un’azienda che ha la sede principale a Torino: “è un metodo innovativo che abbiamo sviluppato, assieme ad altri progetti che abbiamo avviato collaborando con molte tra le maggiori aziende del settore delle alte tecnologie in Italia” - spiega Tommaso Ricca, responsabile Strategie e Marketing del Gruppo Finsoft - “Ma guardiamo oltre, al futuro. E a nuove applicazioni sempre in campo biomedico, ma anche dei trasporti, dell’aerospazio e della robotica”. 

 

Matrice “olivettiana”.  

“La persona che svolge riabilitazione” - aggiunge Tommaso Ricca – “ha un tablet di uso assai semplice. Sarebbe altrimenti complicato ad esempio per persone anziane. Ha una grande utilità, perché i corridoi delle ASL sono sempre più intasati e gli stessi spostamenti sono un problema per molti soggetti. Il sistema funziona”. 

Ma si guarda oltre. Finsoft, che ha la sede principale a Torino, e altre sedi a Bologna, Roma e Milano, più una piccola filiale francese a Cannes, vanta 350 dipendenti più altri 50 consulenti a contratto. E’ un’azienda di consulenza software ed ingegneristica fondata nel 1984 con competenze nell’ambito software, test meccanici, elettronici ed informatici nonché controllo della qualità. Nasce dall’idea e dal progetto di Enrico Carpino, per molti anni progettista di sistemi di controllo automatico della qualità del software presso Olteco una consociata della Olivetti Spa. “Carpino trasferisce le sue idee e competenze in una piccola realtà di allora, cioè la neonata Finsoft” - dice Ricca - “e dai pochi e selezionati dipendenti del 1984 si arriva ai 150 del 1998, fino ai 400 di oggi”. L’inizio era volto all’automazione industriale di importanti stabilimenti nel campo automotive e ad applicazioni nel campo telecomunicazioni. Erano gli anni in cui si diffondevano sempre di più i robot nelle fabbriche comandati da software molto complessi e si stavano affinando le applicazioni informatiche con tecnologia a commutazione di pacchetto nel campo delle trasmissioni e telecomunicazioni, precursori della odierna internet.  

 

“Non siamo una grossa realtà, ma ci difendiamo bene con le nostre competenze e risultati. E poi si guarda avanti, al futuro, con l’ingresso di giovani ingegneri e nuove figure professionali”. 

 

L’Accademia Finsoft  

Un altro esempio? Quello del controllo della sicurezza su edifici e monumenti: “Abbiamo una sede importante a Bologna” - dice il giovane responsabile marketing per lo sviluppo di nuovi clienti di Finsoft - “che tra l’altro è quella che ospita ogni anno la Finsoft Academy per l’addestramento di giovani laureati dottori ed ingegneri. Il terremoto dell’Emilia del 2012 ha fornito l’impulso per sviluppare nuovi sensori in grado di controllare la stabilità di edifici e soprattutto di monumenti storici o edifici di grande valore. I sensori scelti da Finsoft nelle sue applicazioni possono monitorare ogni punto dell’edificio e rilevare eventuali crepe o problemi nella struttura. E fare quindi partire gli interventi di manutenzione predittiva”. 

 

“Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Università di Ferrara e il laboratorio TekneHub” - aggiunge Ricca - “ed è basato su tecnologia IoT, ovvero su un sistema di calcolo integrato con sensori in grado di analizzare i fattori che possono avere impatti negativi sugli edifici e quindi poterli prevenire per tempo. Abbiamo investito molto su questo progetto, anche in termini finanziari, perché è molto importante per noi dare un contributo concreto al territorio su cui lavoriamo”. 

 

“Abbiamo sviluppato sistemi in grado di rilevare lo stato di umidità, ossigeno e altri parametri che sono vitali per la tenuta dei beni” - precisa - “Deriva da ciò che abbiamo realizzato in passato per il settore ferroviario, con software applicato a locomotive, carrozze e infrastrutture”. 

 

“Sono ricadute tecnologiche che derivano dalla tecnologia sviluppata in partnership con i nostri clienti più importanti in ambito ferroviario, automotive e aereospace” – aggiunge il responsabile nuovi sviluppi. 

 

“L’obiettivo di una società che fa consulenza ingegneristica? Quello di supportare le grandi aziende in settori dove hanno necessità strategica per il loro business. Laddove hanno bisogno noi interveniamo con i nostri ingegneri a supporto delle loro attività core”. 

 

“Di cosa ci vantiamo? Dei nostri collaboratori, delle nostre competenze e della nostra storia ultra trentennale che nel corso degli anni ci ha portato a traguardare grandi successi sempre al fianco dei nostri clienti”. 

 

 

 

 

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