Un museo di vetro nella fortezza di San Carlo Borromeo ad Arona

Progetto di restauro da oltre un milione di euro per le mura e la stanza dove nacque il santo

Ecco come sarà il museo di vetro nella fortezza borromea


Pubblicato il 27/07/2017
arona

Vale 1 milione e 300 mila euro il progetto per il restauro e la valorizzazione delle mura e della stanza dove è nato San Carlo Borromeo nel parco della Rocca di Arona. E’ stato presentato ieri sera, tra i resti della fortezza, dall’architetto di fiducia della famiglia Borromeo, dal sindaco Alberto Gusmeroli e dall’Institute for Digital Archaeology di Oxford, che ha dato vita ad un fondo ad hoc.  

 

Nel 2018 gli scavi archeologici  

Il progetto è stato illustrato dall’architetto Salvatore Simonetti e prevede scavi archeologici, il recupero delle mura della sala D’Armi con la realizzazione su due piani diversi di un «museo di vetro» e strutture ricettive. L’estate prossima si inizierà con gli scavi archeologici che si concluderanno nel 2020. Saranno coinvolti enti pubblici e privati: proprietà, Comune, Politecnico di Milano, Università Cattolica, Associazione Musei d’Ossola e professionisti del settore. 

 

Le mura della sala D’Armi, testimonianza costruita più importante della Rocca, verranno messe in sicurezza e sarà realizzato il museo: «L’allestimento – sottolinea Simonetti - armonizzerà le esigenze della conservazione a quelle della comunicazione, traducendole in architetture di percorso e soluzioni espositive funzionali e culturalmente stimolanti». Si prevedono anche strutture ricettive per accogliere i visitatori: un Centro di interpretazione della Rocca, libreria, caffetteria e allestimenti high-tech applicati all’archeologia. 

 

Il fondo con l’Isa di Oxford  

«Siamo orgogliosi di istituire l’Arona Arca Fund» ha detto Roger Michel dell’Ida di Oxford, che ha già deciso di dare il suo contributo. «Il fondo - continua Michel - permetterà ad Arona di realizzare il suo coraggioso progetto di restauro. Il nostro Istituto spera in un luminoso futuro di collaborazione con la città».  

Sulla stessa linea il sindaco Gusmeroli: «Il nuovo progetto e la nascita di un fondo per realizzarlo rappresentano il nostro “pensare in grande” che ci ha permesso di arrivare a questo punto dopo la riapertura al pubblico del Parco avvenuta nel settembre 2011, dopo dieci anni di abbandono».  

 

Da allora il sindaco Gusmeroli ha siglato un comodato d’uso con la famiglia Borromeo fino al 2037. Diversi gli interventi fatti attingendo a fondi extracomunali, considerato che la legge impedisce un investimento diretto in un’area di proprietà privata. In questi sei anni,  è stata restaurata la casa del custode, il punto di ristoro, la torre degli innocenti, è stata riaperta la strada segreta e realizzati il percorso botanico, la stazione meteorologica, il parco giochi, le casette degli asinelli. A fine settembre sarà inaugurata dopo il restauro anche la torre mozza. 

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