Cattelan, ecco la squadra: presentazione in piazza come le big. L’inno del club riscritto dall’autore di Ufo Robot

Il volto di Sky e voce di Radio Deejay alla serata di presentazione del Derthona, la squadra della sua città, che lo ha tesserato e con la quale disputerà il campionato di 1ª Categoria

Alessandro Cattelan venerdì sera sul palco di Tortona con la sciarpa del Derthona di Prima Categoria (fotoservizio di Albino Neri per La Stampa)


Pubblicato il 29/07/2017
Ultima modifica il 02/08/2017 alle ore 12:06
tortona (alessandria)

«Sono emozionato per la rinascita del mio Derthona, sono certo che con tutti voi ci vedremo al Coppi e giocheremo lì le gare in casa». C’erta tantissima gente, un migliaio di persone, ieri sera in piazza Duomo a Tortona per la presentazione della squadra di Alessandro Cattelan, la Hic Sunt Leones, il club nato dalle ceneri dei vecchi leoncelli e che ripartirà dalla Prima categoria. Dove il volto Sky e conduttore di Radio Deejay era l’ospite più atteso e ha vestito i panni del protagonista, come fosse Higuain o - per lui che è tifosissimo dell’Inter - Icardi alla presentazione allo stadio di San Siro. 

 

FEDCAS

 

Se Cattelan - emozionato e felice per la sua nuova avventura - era il «top player» della serata, non sono mancate le sorprese: in primis il maestro Luigi Albertelli, quello che ha inventato le sigle più famose dei cartoni animati degli Anni ’70 e ’80 fra cui Ufo Robot, Furia, Goldrake, Remì e l’Ape Maia, che ha riadattato l’inno . Poi sul palco sono saliti in tanti, fra l’ovazione della gente, I più acclamati dal popolo bianconero sono stati gli «inossidabili ex» Vito Berago e Ambrogio Pelagalli. 

 

Bandiere, striscioni e cori come tanti ricordavano all’epoca della serie C o nelle partite più palpitanti della serie D. I tifosi sono stati i protagonisti durante la presentazione dell’intero «pacchetto» della nuova società: urla e cori per applaudire i dirigenti, i tecnici e tutta la rosa della prima squadra, poi anche i ragazzini.  

 

FEDCAS

 

Coinvolgenti anche le parole del presidente del club, Sacchi: «Un’iniziativa partita non dai conti della scrivania, ma dalla passione per il leone rampante». E poi c’era Cattelan, teso e con gli occhi lucidi come un ragazzino: un altro Alessandro, diverso da quello impeccabile cella televisione, ma molto più «umano» e che per una sera si è sentito pienamente e totalmente tortonese.  

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