Perde i sensi in casa dopo aver ingoiato un pezzo di hashish

Bimbo di due anni ricoverato in crisi respiratoria

Sono stati i medici del reparto di pediatria dell’ospedale di Rivoli a scoprire il caso


Pubblicato il 08/08/2017
Ultima modifica il 09/08/2017 alle ore 08:47
torino

Un bimbo di 2 anni è ricoverato nel reparto di pediatria d’urgenza del Regina Margherita per aver ingerito una manciata di hashish trovato in casa. «È in osservazione ma le sue condizioni stanno migliorando, rispetto al suo arrivo» spiegano in corsia. Il piccolo era stato inizialmente ricoverato all’ospedale di Rivoli, sabato scorso, accompagnato dai genitori, e subito sottoposto ad esami tossicologici. Per precauzione i pediatri di turno hanno deciso di trasferirlo a Torino, nel timore che le sue condizioni di salute potessero aggravarsi, a causa di una forte intossicazione da cannabinoidi. Una sorta di «avvelenamento» che provoca gravi difficoltà respiratorie. La direzione sanitaria di Rivoli ha segnalato il caso alle forze dell’ordine e ai servizi sociali del territorio, per cercare di capire come il bimbo sia venuto in contatto con la dose di hashish. 

 

IL SONNO PROFONDO  

La famiglia risiede in un comune della periferia sud. Il bimbo, nato nel 2015, ha compiuto 2 anni il mese scorso. Papà operaio, mamma impiegata. È stato il padre, messo alle strette dai medici, a confessare dopo un po’ di riluttanza di fare uso saltuariamente di cannabinoidi, a volte in casa. «Probabilmente - avrebbe detto il papà ai medici - giocando in salotto può aver trovato dei rimasugli e li ha ingeriti, come se fossero delle caramelle». È probabile che abbia trovato un pezzetto di hashish in un astuccio al fondo di un cassetto. Il bambino è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale di Rivoli già in «stato soporoso», come intrappolato in un sonno profondo e misterioso. Alle prime domande i genitori hanno riposto in modo evasivo. «Non sappiamo che cosa gli sia successo. Dorme in continuazione, non riusciamo a svegliarlo» hanno spiegato ai soccorritori.  

 

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Il bimbo, anche se non rispondeva agli stimoli, aveva parametri vitali non critici. Ma non aveva nessuna patologia conosciuta che potesse giustificare quelle condizioni. Visti i sintomi, i medici hanno deciso di sottoporlo a test specifici sulle droghe. L’esisto è stato subito positivo. L’esame tossicologico ha confermato infatti l’intossicazione da hashish. «Fortunatamente una piccola quantità - dicono dall’ospedale di Rivoli - di più avrebbe potuto portarlo in coma. Non avendo un’idea precisa della qualità e della concentrazione di principio attivo presente nella sostanza ingerita, abbiamo preferito prendere delle precauzioni». Da qui la decisione di trasferirlo all'Infantile, perché a Rivoli non c’è un reparto di rianimazione neonatale.  

 

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IL PRECEDENTE  

A mettere in guardia il pediatra di turno è stata anche l’esperienza per un caso precedente avvenuto sempre all’ospedale di Rivoli, l’estate scorsa. Un bimbo di 8 mesi, che aveva ingerito un pezzetto di hashish, era arrivato in pronto soccorso con una grave crisi respiratoria. Per giustificarsi, i genitori avevano detto ai medici che aveva ingerito crocchette per i cani. Poi però gli esami tossicologici avevano riscontrato tracce nel suo corpo di tetraidrocannabinolo. Anche in quell’occasione il piccolo era stato trasferito al Regina Margherita. Il papà, un ventunenne disoccupato, sentito dai carabinieri aveva ammesso di «fumare di tanto in tanto spinelli in casa». Prima di confessare aveva cercato una giustificazione fantasiosa: «Quella droga dev’essere entrata in casa mia appiccicandosi alla suola di una scarpa».  

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