Riciclare tessuti per creare collezioni moda

La designer estone Reet Aus ha messo a punto un sistema per riciclare vecchi capi e tessuti anche nell'industria della moda
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Riciclo tessile


Pubblicato il 11/08/2017
Ultima modifica il 11/08/2017 alle ore 07:00

Fu quando il Punk iniziò a muovere i primi passi in Estonia e l’influenza sovietica cominciava lentamente a fare spazio a nuove tenedenze che la giovane Reet Aus scoprì il suo talento per la moda. Il tempo trascorso nel laboratorio del nonno scultore, ricco di una grande quantità di materiali di scarto che non venivano mai gettati via divenne una fonte di ispirazione per la ragazza che cominciò a riciclare ogni singolo scampolo di tessuto per creare i propri vestiti. Ogni pezzo di stoffa trovato in giro per casa, ogni vecchio vestito veniva trasformato in un capo d’abbigliamento creativo e contribuisva a stimolare curiosità e la passione di Reet che iniziò a studiare fashion design per poi diventare fashion designer nel 1997.

La vera innovazione dei progetti della stilista era proprio quella di far ruotare le proprie collezioni attorno alla trasformazione e alla reintroduzione nel processo produttivo dei materiali di scarto strizzando l’occhio alle tendenze del design. Il suo interesse nei confronti del riciclo la incoraggiò a scrivere la propria tesi di dottorato sull’argomento. Il titolo, “Trash to Trand, come usare l’upcycling nel Fashion Deisgn” racchiude in poche parole quello che da sempre è stato l’obbiettivo primario del processo creativo di Reet Aus. L’upcycling di cui parla nel suo elaborato è la possibilità di reinventare un vecchio capo di abbigliamento per dargli nuova vita e di poter applicare questa filosofia anche all’industria della moda per produzioni su larga scala. E’ così che la designer ha dato vita alla Community Web to Trash finalizzata alla mappatura dei rifiuti tessili da riciclare per trasformarli in abiti accessori moda.

Dai progetti all’attuazione la strada è stata breve e nel 2012 la designer estone ha intrapreso una collaborazione con Beximco uno dei principali produttori di abbigliamento del Bangladesh, un Paese caratterizzato da una plitica dei rifiuti ancora arretrata. Il sistema messo a punto da Reet Aus prevede l’introduzione della trasformazione di vecchi capi tessili sin dall’inizio del processo di produzione di massa. In questo modo si può sensibilmente migliorare l’efficenza dei processi produttivi risparmiando il 70% di acqua e all’88% di energia elettrica. Questo modo di riciclare si è oggi trasformato in un metodo brevettato e certificato dal  2014 ed ha dato vita ad una intera linea di produzione che ha iniziato ad essere venduta e distribuita in Europa e nel mondo da grandi marchi della moda in serie.

 

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noemi penna
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