Mps in perdita per 3,2 miliardi. Generali secondo socio con il 4,3%

Crescono depositi e conti correnti. Lo Stato è salito al 52,3% del capitale della banca
AP


Pubblicato il 12/08/2017
Ultima modifica il 20/08/2017 alle ore 02:30

I conti vanno male ma i clienti ci sono. Mps ha chiuso il primo semestre dell’anno con una perdita di 3,24 miliardi di euro a fronte di un utile di 302 milioni realizzato nello stesso periodo del 2016. Continua però la crescita dei depositi vincolati e dei conti correnti, saliti di 3,8 miliardi nel secondo trimestre e di 9,4 miliardi da inizio anno. Sul risultato, fa sapere la banca, pesano i circa 4 miliardi di euro di «rettifiche non ricorrenti connesse all’operazione di cessione di crediti di circa 26 miliardi» e anche la svalutazione della partecipazione in Atlante (-30 milioni). Attenuano il rosso i 523 milioni di euro di plusvalenza per la vendita del merchant acquiring e i 530 milioni di euro per la parziale iscrizione in bilancio di attività fiscali differite.  

 

La raccolta  

La raccolta diretta ammonta a 106,5 miliardi, 2 miliardi in più rispetto a dicembre e in calo di 2,8 miliardi su marzo 2017, dovuto alla componente delle controparti istituzionali e delle obbligazioni. La quota di mercato sulla raccolta è salita di 28 punti base al 3,83%.  

 

I ricavi  

Nel semestre la banca guidata dall’ad Marco Morelli ha visto i ricavi però scendere del 21% a 1 miliardo e 852,7 milioni di euro a causa sia del calo delle commissioni (-8,8% a 903,3 milioni) che del margine di interesse (-12,7% a 857,5 milioni), oltre a soffrire il crollo del risultato netto della negoziazione e delle attività finanziarie (-86,5% a 42,9 milioni di euro). Nel secondo trimestre i ricavi si sono attestati a 919,5 milioni di euro, in lieve calo rispetto ai 933,2 milioni del primo trimestre.  

 

Il beneficio fiscale  

A rimettere in sesto le casse, dopo i 3,85 miliardi del Mef nell’ambito della ricapitalizzazione precauzionale, c’è anche un beneficio fiscale di 510 milioni di euro grazie alla recenti modifiche che hanno rimodulato in senso restrittivo l’Ace, la misura che premia gli imprenditori che investono nel capitale delle proprie imprese. 

 

Generali al 4,3%  

Secondo le ultime comunicazioni Consob, il primo azionista è il ministero dell’Economia con il 52,184% del capitale. Le Generali detengono indirettamente il 4,319%, attraverso il 2,066% in mano a Generali Italia spa, l’1,734% di Alleanza Assicurazioni e lo 0,519% di Genertellife. La Banca senese risulta titolare diretta e indiretta di azioni proprie, senza diritto di voto, per il 3,181% del capitale, di cui l’1,295% attraverso Mps Capital Services Banca per le Imprese. 

 

Il ritorno in Borsa  

Sarà la Consob a stabilire quando il titolo potrà tornare alla contrattazione. Non è necessaria alcuna richiesta da parte della banca, né del Mef. Sarà l’Autorità a decidere quando sarà giunto il momento di mettere fine alla sospensione dalle negoziazioni. Il periodo più probabile resta tra settembre e ottobre.  

 

Il rating  

Subito dopo la pubblicazione dei risultati, Fitch ha alzato il rating a lungo termine da «B-» a «B».  

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