Prezzi fermi, ma è caro vacanze

Torna ad affacciarsi il rischio deflazione e si allontana il ritiro degli aiuti Bce Ma i consumatori attaccano: rincari record per traghetti, voli e pacchetti turistici

Pubblicato il 12/08/2017
Ultima modifica il 20/08/2017 alle ore 02:30
torino

L’inflazione continua crescere molto lentamente. Anzi, rallenta quella che è troppo generoso definire una corsa. L’1,9% toccato ad aprile, è diventato l’1,1% nei dati definitivi dell’Istat pubblicati ieri. Rispetto a giugno siamo praticamente all’immobilismo: +0,1%. Numeri che potrebbero indurre il presidente della Bce Mario Draghi a rinviare ulteriormente l’annuncio della fine del quantitative easing, il programma di stimolo monetario per l’area euro.  

 

Dall’Istat spiegano che «l’ulteriore rallentamento dell’inflazione, per il terzo mese consecutivo, si deve principalmente ai prezzi dei beni energetici», oltre a quelli dei trasporti che, pur essendo in aumento a luglio del 3,2% su base annua, a giugno avevano visto rincari ancora superiori (4,1%). Incide poi il calo dei prezzi dei servizi di comunicazione (-1,4%).  

 

I dati Usa

La crescita lenta dell’inflazione non è un problema soltanto europeo: negli Stati Uniti i prezzi segnano a luglio un progresso dello 0,1% sul mese precedente, che porta il dato sul +1,7% annuo. 

Tornando in Italia, un aumento si registra e in molti se ne saranno accorti in questi giorni: a due cifre per biglietti aerei e traghetti e aumenti anche per villaggi, campeggi e pacchetti turistici. A denunciare gli aumenti sono le associazioni dei consumatori, che parlano di «speculazione».  

L’Unione nazionale dei Consumatori ha fatto i suoi calcoli e ha stilato il listino dei rincari: +12,5% per i voli, +13,2% per il trasporto marittimo, +21,6% per villaggi vacanza e campeggi e +15,1% per i pacchetti vacanze nazionali, che pure costano un po’ meno dell’estate scorsa (-1,9%). I pacchetti vacanze rappresentano così un’eccezione in un contesto in cui, rispetto al 2016, i villaggi hanno rincari del 7,5%, gli alberghi del 5,1%, gli aerei del 13,8%, i viaggi via mare del 22% e quelli in treno del 7,7%.  

 

Il conto

Se questi dati fossero confermati, si dovrebbe dedurre che il conto delle vacanze degli italiani è salito di molto. Un consuntivo lo fa il Codacons. L’associazione prevede che, alla luce di questi aumenti, il conto delle ferie estive raggiungerà un totale di 22 miliardi di euro, visto che «i rincari di prezzi e tariffe non fermano le partenze degli italiani». Negli ultimi dieci anni, a partire da quell’estate del 2007 che segnò l’inizio della crisi, la spesa per le vacanze sale così di 3,5 miliardi. 

Ad aumentare i costi, per gli italiani in ferie, contribuisce anche il fatto che le regioni dove l’indice generale dei prezzi corre di più sono mete tradizionali delle vacanze estive, a partire dal Trentino Alto Adige, dove l’inflazione tocca il 2%, dalla Liguria (1,8%) e dalla Toscana (1,5%).  

 

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