Italiano arrestato a Marsa Alam, resta un giallo la morte del direttore di un hotel


Pubblicato il 12/08/2017
Ultima modifica il 12/08/2017 alle ore 20:17

Si trova al momento in stato di fermo per quattro giorni il turista italiano che ieri è stato arrestato in un resort di Marsa Alam, sul Mar Rosso, con l’accusa di aver ucciso un egiziano dopo una violenta lite poi degenerata. L’uomo, assistito da un legale, è stato ascoltato oggi dalle autorità giudiziarie di Hurghada, dove è stato posto in «arresto provvisorio», fanno sapere fonti della Farnesina, mentre sono ancora in corso gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’accaduto. 

 

Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle autorità egiziane, il diverbio tra i due è scoppiato quando l’italiano (identificato dagli egiziani con il nome di Ivan Pascal Moro) è entrato, con le sue figlie di 6 e 15 anni, in una zona vietata della spiaggia dell’hotel ancora in costruzione. L’egiziano (inizialmente indicato come un manager dell’hotel, poi come un tecnico dei lavori) ha fatto notare al turista che non poteva restare lì per motivi di sicurezza. A quel punto la lite tra i due è degenerata, e circa un’ora dopo l’egiziano si è sentito male ed è morto. Secondo Samia Sami, responsabile degli Interni presso il ministero del Turismo, l’italiano «ha ammesso di aver colpito» la vittima che, a quanto si apprende, era cardiopatica e aveva subito due interventi al cuore. Si attendono ora i risultati dell’autopsia, annunciata per oggi dal direttore della polizia turistica, generale Moustafa Onsi. 

 

Intanto le due figlie di Moro sono state poste sotto la tutela dell’Ambasciata italiana al Cairo e affidate al console onorario Alberto Barattini. La madre le sta raggiungendo sul Mar Rosso per riportarle già domani in Italia. 

La missione diplomatica italiana «segue d’intesa con la Farnesina e in stretto contatto con le autorità locali la vicenda del connazionale», hanno fatto sapere già nella serata di ieri dal ministero degli Esteri. E dal canto loro, anche le autorità egiziane hanno assicurato collaborazione. 

 

Ma il nuovo incidente arriva un anno e mezzo dopo il drammatico caso di Giulio Regeni, il ricercatore torturato e ucciso in Egitto nel gennaio 2016 in circostanze ancora da chiarire. L’Italia chiede ancora di conoscere la verità sull’accaduto che ha portato a una profonda crisi nelle relazioni tra i due Paesi. Da allora, l’ambasciatore italiano non è mai rientrato al Cairo. 

 

home

home

I più letti del giorno

I più letti del giorno