Crociere e code impossibile gestire gli arrivi di massa

ANSA

La spiaggia di Diano Marina in alta stagione


Pubblicato il 13/08/2017
Ultima modifica il 21/08/2017 alle ore 02:30
genova

Alla vigilia dei cinque giorni più importanti della stagione turistica, Cna balneari fa allargare il sorriso sulla faccia degli operatori turistici e degli amministratori liguri: con una crescita del 19% dei turisti che usufruiscono dei servizi di spiaggia, la Liguria è medaglia di legno. Giù dal podio composto da Emilia Romagna (24%), Toscana (23%) e Puglia (22%). Risultato che il governatore ligure Giovanni Toti incassa immediatamente e mette insieme alle 16 navi che nel ponte di Ferragosto porteranno 77 mila passeggeri negli scali di Genova, Savona e La Spezia: «Vuol dire che la strada intrapresa è quella giusta».  

 

Insomma, applausi. E resa al turismo di massa perché nonostante le tentazioni di inizio estate di regolamentare in qualche modo, anche con il numero chiuso, l’accesso ai luoghi più belli di una territorio delicato e sovraccarico, Toti rifiuta categoricamente ogni provvedimento. D’altro canto lui è quello dei tappeti rossi da mettere sotto il naso dei turisti, «non delle porte chiuse».  

 

Sulla Liguria si abbatte un’onda anomala di turisti? Toti è contento, anzi contentissimo: «Non bisogna frenare lo sviluppo. Piuttosto bisogna pensare a fare investimenti, costruire parcheggi e le infrastrutture che per anni sono state bloccate». Così piuttosto che avallare il modello delle spiagge libere a numero chiuso (come avevano ventilato all’inizio estate i sindaci di Laigueglia e di Alassio) oppure i posti di blocco per gli autobus del turismo low cost, «i divieti fanno parte del folklore dell’estate: turisti e Comuni devono comportarsi con buon senso», il presidente della Regione rilancia annunciando che «quest’inverno il tema della Liguria sarà come potenziare il trasporto marittimo: siamo una Regione di mare e non lo utilizziamo». 

 

I dati della Cna non sorprendono Federalberghi: «A Ferragosto c’è sempre il pienone. Però dire che c’è il 19% in più significa che gli albergatori avrebbero dovuto costruire il 19% in più di posti letto» spiega il presidente regionale Americo Pilati, curioso di vedere nel dettaglio i dati del movimento turistico di un’estate partita con il botto a giugno (oltre 600 mila arrivi e 1 milione e 900 mila presenze, che tradotto in percentuali significa che i primi sono cresciuti del 10,5% e le seconde del 6,5% rispetto al 2016 secondo dell’Osservatorio turistico regionale), ma che a luglio ha segnato il passo e dopo una prima settimana di agosto un po’ lenta, ora è entrata nel clou. «Il motivo? Sempre quello: l’accessibilità della Liguria è quasi proibitiva: c’è un solo aeroporto, i collegamenti ferroviari sono lenti e pochi, la viabilità è costituita da una sola strada. Così in bassa stagione, la gente può anche sopportare un po’ di coda, ma quando si deve spendere cominciano i problemi».  

 

Guarda con un po’ di invidia l’annunciata crescita degli stabilimenti balneari, il presidente dell’Unione albergatori della Provincia di Savona, Angelo Berlangieri che fu assessore regionale al turismo nella giunta di Claudio Burlando: «Per gli alberghi, che è la parte più tradizionale del settore turistico, è impossibile fare questi exploit. Però l’estate da noi sta andando bene e se non succede nulla chiuderemo meglio dello scorso anno». Condizionale obbligatorio perché «il turismo è un settore fragile, può risentire di qualunque cosa».  

 

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