Al cellulare in auto uccide un uomo

Il responsabile del tamponamento era anche ubriaco. Arrestato per omicidio stradale
ANSA

Lo scontro. I vigili urbani accanto a quel che resta delle due vetture dopo l’incidente costato la vita a Luca Andrea Lantella, avvocato di 31 anni


Pubblicato il 13/08/2017
Ultima modifica il 21/08/2017 alle ore 02:30
milano

Il peruviano di 34 anni che, venerdì a Milano, ha tamponato e ucciso il giovane avvocato Luca Andrea Lantella aveva bevuto e stava guardando il cellulare. Questi i motivi che hanno spinto il pm di Milano, Sara Arduini, a chiedere la convalida dell’arresto e la misura della custodia cautelare nel carcere di San Vittore con l’accusa di omicidio stradale aggravato. 

 

Secondo la ricostruzione dei fatti della polizia municipale, alle 8.45 di venerdì l’uomo, a bordo del suo van Mercedes nero, stava percorrendo ad alta velocità via Virgilio Ferrari (zona sud della città) quando, all’altezza dell’incrocio con via Campazzino, si sarebbe verificato l’impatto con la vettura guidata da Lantella. L'avvocato, 31 anni, in quel momento era fermo in attesa davanti al semaforo rosso sulla sua Mini Minor verde. Il van guidato dal peruviano ha colpito in pieno il retro dell’auto proiettandola in avanti per oltre 50 metri e poi ha proseguito la sua corsa schiantandosi e abbattendo anche il palo del semaforo. 

 

L’immediato intervento dei soccorsi non è servito a salvare la vita a Lantella, praticante che lavorava per la EniServizi di San Donatoi. La sua Mini, una vecchia auto di più di 30 anni, è stata quasi dimezzata nell’incidente: retro e bagagliaio praticamente scomparsi, le ruote posteriori compresse dall’urto fino ai sedili del guidatore e del passeggero. I soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del giovane e attendere l’arrivo dei vigili del fuoco per poter estrarre il suo corpo dalle lamiere della vettura. 

 

Il tremendo impatto non ha avuto invece conseguenze sul peruviano, uscito illeso grazie agli airbag frontali e laterali che lo hanno protetto nello scontro. Arrestato immediatamente dalla Polizia municipale, l’uomo è stato portato in un primo tempo all’Ospedale Maggiore di Milano per curare alcune ferite superficiali e procedere ai test alcol e droghe. Da lì è stato poi condotto al Comando dove i poliziotti lo hanno trattenuto per la tutta la giornata e dove si è scoperto che la patente, da poco restituitagli, gli era stata ritirata già una volta per guida in stato di ebbrezza. 

 

I sospetti degli agenti, dovuti al ritrovamento di alcune bottiglie di birra vuote all’interno del Mercedes, sono stati confermati dai risultati delle analisi, arrivati solo nel pomeriggio: il peruviano aveva un tasso alcolemico nel sangue superiore a 1,5. Agli investigatori avrebbe ammesso: «Ho bevuto alle 4 di mattina e andavo veloce», aggiungendo poi di non essersi nemmeno accorto della presenza di quell’altra auto ferma al semaforo rosso. L’uomo è stato in seguito trasferito nel carcere di San Vittore. Ieri il pm Sara Arduini ha chiesto per lui la convalida dell’arresto e la misura della custodia cautelare. 

 

Negli anni passati, la zona in cui ha perso la vita Lantella è stata spesso teatro di incidenti dovuti all’alta velocità. Nel luogo dell’impatto, in particolare, sono in corso i lavori per l’installazione di due autovelox che dovrebbero diventare operativi dal prossimo autunno. 

 

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