Atletica: Schippers, signora della velocità: “Non dipende dal colore della pelle”

L’olandese oro nei 200: “Ormai in gara c’è tutto il mondo”

Dafne Schippers, 25 anni, ai Mondiali 2015 aveva vinto l’oro nei 200 e l’argento nei 100


Pubblicato il 13/08/2017
Ultima modifica il 21/08/2017 alle ore 02:30
inviata a londra

Tre bionde impegnate nel giro di pista. Le americane che vincono i 3000 siepi e Dafne Schippers che si riconferma oro nei 200 metri, è solo la terza nella storia dei Mondiali, la prima bianca. Nella stessa sera in cui gli Usa piazzano una doppietta storica in una specialità di media dominata dall’Africa.  

 

La rivista scientifica «Lancet» ha pubblicato giusto due giorni fa un resoconto su «un cambio culturale». Non si tratta di geni della corsa. Il sedentario Occidente, la pigra Europa e la grassa America avevano semplicemente smesso di muoversi e poi di crederci, ora che il salutismo li ha costretti a muoversi arrivano campagne, fondi, fiducia e persino i campioni di nuova generazione. 

 

Dafne Schippers sbuffa e la corona arancio-Olanda, fatta di palloncini, le si inclina sulla testa: «Pensavo che ormai avessimo superato l’equivoco. La velocità non dipende dal colore della pelle». 

 

Lei ha vinto i 200 metri che al maschile sono andati a Guliyev, due europei. Non è un nuovo orizzonte dello sprint? 

«Non saprei, io li avevo vinti anche due anni fa e semplicemente credo che ormai su quasi ogni gara ci sia davvero proprio tutto il mondo. Per questo le vittorie sono così importanti. La concorrenza è al massimo». 

 

Si è ritrovata senza giamaicane qui.  

«E ho avuto una fantastica rivale, l’ivoriana Ta Lou, che non mi ha certo reso la vita facile. Ho seguito tutti i consigli tattici del mio tecnico. L’ho cambiato quest’anno e poteva essere un rischio rivoluzionare tutto. Invece il lavoro ha pagato». 

 

Tra i due titoli che differenze ci sono? 

«Questo è una gioia indescrivibile perché in mezzo ci sono state le Olimpiadi dove in realtà ho preso un argento ma a qualcuno non è sembrato abbastanza. Ripetersi è uno sballo».  

 

Come Bolt, è molto più alta delle avversarie, ci sono 20 centimetri tra lei e l’argento Ta Lou. Intimidisce con il fisico? 

«No, vengo dall’eptathlon e lì le ragazze sono rispettose. Mi piace l’atmosfera elettrica dello sprint, ma non amo gli eccessi».

 

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