Premier show, Chelsea choc. L’estate da incubo di Conte in tuta

Campioni già in crisi di nervi: due rossi e ko in casa con il Burnley. Il tecnico diventa il primo esonerato più probabile per i bookmaker
REUTERS

Il nuovo look di Antonio Conte, in tuta a bordo campo, non gli sta portando fortuna


Pubblicato il 13/08/2017
Ultima modifica il 21/08/2017 alle ore 02:30

Sotto il sole, a bordo campo in tuta. Un Conte così si era visto al massimo nei test precampionato. Il problema è che in Inghilterra hanno già cominciato a fare sul serio e l’ex ct azzurro senza giacca e vestito sportivo di «blue» con targa Nike è quasi irriconoscibile come il suo Chelsea: due partite ufficiali e due sconfitte. La prima, ai rigori nella Community Shields contro l’Arsenal, poteva starci. La seconda decisamente no. È arrivata ieri, al debutto da campioni in carica nella Premier League: in casa, contro il Burnley che a maggio aveva chiuso al 16° posto. Una scoppola imprevedibile, con un bel po’ di record aggiornati. Nella sua storia, tanto per cominciare bene, il Chelsea non era mai andato all’intervallo a Stamford Bridge sotto per 0-3. Ha poi rimontato fino al 2-3 ma la fragorosa sostanza del ko non è cambiata. I Blues, elettrici fin dal primo contrasto, hanno chiuso in 9 uomini come non accadeva dal marzo 2014. E siccome un detentore del titolo non era mai ripartito incassando tre reti e soprattutto non perdeva dal 1968, i puntuali bookmaker inglesi hanno immediatamente aggiornato le loro quote sul tecnico favorito a incassare il primo esonero stagionale: Conte, quarto fino all’altro ieri, è subito balzato in vetta, davanti a Benitez del Newcastle. 

 

Rosa corta e polemiche  

Tutto previsto, o quasi, dal diretto interessato. Dopo due mesi di tensioni, pensieri di rimpatrio e richieste inevase di acquisti, il tecnico capace di vincere tutti i quattro campionati cominciati e finiti tra Italia e Inghilterra aveva detto: «Ho gli uomini contati e ci sono altre ragioni che mi suggeriscono che questa stagione sarà molto dura, la più difficile della mia carriera». Il suo nervosismo, mai celato, ha contagiato l’intera squadra. Il «rosso» nel finale a Pedro ha pregiudicato la sfida con l’Arsenal e ieri, in un debutto che doveva essere una passeggiata di salute, il harakiri è andato in scena prestissimo, tra proteste continue, falli gratuiti e liti tra compagni. Alonso ha preso un «giallo» dopo 3’, il neo capitano Cahill s’è fatto cacciare per un’entrataccia dopo 14’, Fabregas ha incassato un’ammonizione al 16’ applaudendo l’arbitro Pawson (quasi impeccabile) per poi bissare all’81’. «Dopo la prima espulsione abbiamo perso la testa - riconosce Conte -. Non faccio commenti sull’arbitro, anche se ci sta capitando troppo spesso di giocare in inferiorità. Non sono preoccupato, comunque, perché nella ripresa abbiamo fatto molto bene, sfiorando la rimonta». La scintilla, in effetti, è scoccata con l’ingresso di Morata, per un’ora in panchina. 

 

Un gol e un assist, per l’uomo da 80 milioni, l’acquisto di maggior peso di un mercato che Conte ha sempre criticato. Ieri è partito con Rüdiger e Batshuayi, deludenti, e l’unica nota positiva è stata l’impatto dell’ex Juve e Real. Averlo risparmiato in partenza si è rivelato un errore. Ma in casa Chelsea stanno sbagliando tutti. Il fumantino Conte per primo. Se n’è accorto, perché nel dopogara ha cambiato il tiro, smettendo di invocare i rinforzi che pure arriveranno. «Sono pronto a lottare con questi uomini», ha assicurato. Per poi riuscire persino a sorridere: «Con tutte queste espulsioni, dovrò cominciare a studiare una squadra da dieci...». Meglio darsi una calmata, allora. Anche perché tra sette giorni ci sarà il derby in casa Tottenham: torneranno Hazard, Moses ma forse non ancora Pedro. E mancheranno Cahill e Fabregas. Un anno fa Conte cominciò la sua cavalcata in Premier vincendo le prime tre partite. Ripartire perdendo le prime due sarebbe devastante. Nel caso, occhio alle nuove quote del suo esonero.  

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