I segreti dell’isola di San Giulio svelati in una guida dalla poetessa gallese

Gabriel Griffin ha scritto la nuova guida dell’isola

Il volume è ricco, oltre che di riferimenti storici, di aneddoti sugli abitanti del passato


Pubblicato il 16/08/2017
Ultima modifica il 17/08/2017 alle ore 11:13
orta san giulio

A scrivere la nuova guida dell’Isola di San Giulio, ci ha pensato una poetessa e scrittrice gallese. Gabriel Griffin da 30 anni ha lasciato le brume della sua terra per vivere in questo lembo di terra che sembra sospeso tra il blu delle acque del lago e l’azzurro del cielo. La guida, in tutto 124 pagine con foto a colori, va a sanare un grave lacuna: «Ho accolto il suggerimento di Maria Antonietta Villa, che gestisce l’antica bottega dell’isola, e mi sono messa al lavoro, approfittando del fatto che, a causa l’alto livello delle acque del lago, siamo rimasti isolati per ben tre settimane- spiega Griffin -. Poteva esserci un momento migliore per girare per l’isola e provare a vederla come farebbe il turista che ci capita per la prima volta?».  

 

Nasce così la guida, che, senza trascurare di fornire le informazioni storiche o architettoniche, privilegia gli aspetti curiosi e narra quei fatti di storia minima che, spesso, segnano l’anima di un luogo. «Mi sono soffermata sulle leggende - sottolinea Griffin -. In particolare ho trovato curiosa la storia dell’arcivescovo Giovanni Angelo Arcimboldi: una figura di spicco nel Cinquecento, che si trovò - possiamo dire - nel posto sbagliato e nel momento sbagliato. Infatti vendeva indulgenze in Germania al tempo di Lutero e quando nel 1526 venne eletto vescovo di Novara era così inviso al resto del clero, forse perché non proprio integerrimo nella condotta visto che gli si attribuirono ben 5 figli o forse perché avido e spregiudicato, che decise di ritirarsi a vivere proprio sull’Isola». 

 

Inevitabile quando si parla di San Giulio non tirare in ballo la leggenda dei draghi e scovare, tra sculture e quadri, conferme più o meno dirette a ciò che si credeva: ovvero che il santo evangelizzatore liberò il lago infestato da inquietanti creature. Secondo Griffin, l’isola che oggi appare come un’oasi di pace, in passato non è sempre stata luogo di serenità: «Ha vissuto secoli di guerre, devastazioni e pestilenze. Eppure in 2 mila anni il clima spirituale che l’avvolge non si è mai spento».  

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