Passanti accoltellati in Finlandia, per la polizia è terrorismo. Una ricercatrice italiana tra i feriti

Nell’attacco 2 morti. Il sospetto assalitore è un 18enne marocchino, è stato arrestato: gli era stata rifiutata la richiesta di asilo. Secondo le forze dell’ordine mirava alle donne


Pubblicato il 19/08/2017
Ultima modifica il 19/08/2017 alle ore 20:12

«Puntava alle donne» il terrorista che ha seminato panico e morte a Turku, in Finlandia, prendendo a coltellate i passanti prima di essere fermato dalla polizia con un colpo di pistola a una gamba e arrestato. Gli investigatori finlandesi, dopo le prudenze iniziali, hanno indicato esplicitamente la pista jihadista come movente dell’attacco e hanno rivelato che l’aggressore è un 18enne marocchino. Come marocchini sono i quattro arrestati in un blitz notturno delle forze dell’ordine nel quartiere di Varissuo, dove vivono numerosi immigrati. E come marocchini sono i membri della cellula che ha attaccato Barcellona, tanto che l’Europol sta indagando sulle possibili connessioni tra i due attentati. 

 

L’attacco di Turku è costato la vita a una signora di 67 anni e a una ragazzina di 15. Le persone rimaste ferite sono invece otto, e tra loro c’è una ricercatrice italiana di 30 anni che lavora in Finlandia da due anni, Luisa Biancucci, colpita a una spalla. Quando è stata aggredita era con la sua bimba di sei mesi, in carrozzina. Il marito, anche lui ricercatore di zoologia, al momento dell’attentato era al lavoro e ha poi rassicurato i famigliari a Bibbiena sulle condizioni della donna. La famiglia era rientrata a Torku dalla Toscana pochi giorni fa dopo avere celebrato il battesimo della piccola.  

 

 

Il killer di Turku ha mirato principalmente alle donne, hanno spiegato gli inquirenti, tanto che oltre alle due uccise altre sei sono rimaste ferite. Gli uomini feriti, ha fatto sapere ancora la polizia, sono stati colpiti mentre cercavano di aiutare le passanti attaccate tra piazza del Mercato e piazza Puutori. Il 18enne era arrivato in Finlandia l’anno scorso. Aveva presentato una richiesta di asilo, rigettata dalle autorità. Per quanto riguarda gli altri quattro fermati, gli investigatori hanno precisato che al momento sono in corso delle verifiche sulla «loro posizione, per capire se siano legati o meno all’attacco». Di certo c’è che «erano in contatto» con il presunto terrorista, che al momento resta ricoverato in ospedale. Un sesto individuo sospetto - anche questo di origini marocchine - è inoltre ricercato dalle autorità finlandesi, che hanno emesso nei suoi confronti un mandato di arresto internazionale. 

 

«L’attacco era stato qualificato in un primo momento come semplice omicidio, ma una serie di indagini supplementari effettuate nella notte indicano che si tratta di terrorismo», ha spiegato un portavoce della polizia. Ieri i siti jihadisti hanno acclamato il feroce assassinio con una foto della scena dell’attentato e una frase ripugnante, «Dalla Spagna alla Finlandia: onore al Jihad». La Finlandia non aveva mai conosciuto il terrorismo di matrice islamista fino ad ora, come ha ricordato anche il premier Juha Sipilä, e appena pochi mesi fa era stata giudicata dal World Economic Forum come «il paese più sicuro al mondo». Oggi in tutto il paese scandinavo la bandiera bianca con al centro la croce nordica blu sventolava a mezz’asta. 

 

 

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