“Poco mare e molto shopping Spese pazze per la buona cucina”

Il direttore del grand hotel: “Di loro sappiamo pochissimo”


Pubblicato il 19/08/2017
Ultima modifica il 27/08/2017 alle ore 02:31
dall’inviato a Porto cervo

Per ora li studia. Cerca di capire i loro gusti e le loro aspettative. E, soprattutto, cerca di infrangere quel muro di riservatezza che gli ospiti cinesi hanno innalzato fin da quando sono arrivati in hotel. Franco Mulas è il manager della catena alberghiera americana che in Costa Smeralda gestisce gli hotel extralusso. La scommessa di convincere i cinesi a venire al mare è tutta sua. E per ora la sta vincendo. Ma prima c’è da capire se i primi gruppi arrivati in Sardegna torneranno a casa soddisfatti dell’esperienza. Poi si dovrà avviare una grande operazione di marketing. E organizzare i flussi turistici. Le premesse sono buone: la vita della Costa Smeralda riscuote già un certo successo. 

 

Cosa differenzia gli ospiti cinesi dagli altri ricchi che frequentano le vostre strutture?  

«Stiamo ancora cercando di capire i loro gusti, per affinare la nostra offerta. Sono persone molto discrete, ma questo lo sanno tutti. Non esternano mai le loro impressioni. Possiamo dire che sono ospiti silenziosi e discreti, amanti della tranquillità che soltanto la Costa Smeralda è in grado di offrire. Di certo non ostentano la loro ricchezza e non sono amanti degli eccessi». 

 

L’esatto contrario dei russi, dunque?  

«Sui russi circolano troppi luoghi comuni. I nostri ospiti non hanno necessità di fare vanto della loro ricchezza e non è vero che fanno una vacanza all’insegna degli eccessi. Loro hanno solo una pretesa: avere il mare a due passi dalla camera. Vengono qui per godersi il sole e il mare». 

 

I cinesi, invece, come trascorrono la loro giornata?  

«Li vediamo poco, in verità. Non tutti vanno al mare. Durante la giornata è difficile incontrarli. Con il mare e il sole hanno un rapporto un po’ strano. Diciamo che sono diffidenti. Sono molto amanti dello shopping e della buona cucina. Ogni giorno vanno a fare compere nelle boutique di Porto Cervo e la sera scelgono i migliori ristoranti. Per la tavola e la moda diciamo che non badano a spese». 

 

Chi sono i vostri ospiti cinesi?  

«Di loro sappiamo davvero molto poco. Noi siamo abituati a fare troppe domande, ma loro non sono amanti delle chiacchiere. Sono molto riservati, non ci raccontano neanche di cosa si occupano. Molto cordiali, ma preferiscono trascorrere il tempo libero tra loro». 

 

Credete che il turismo cinese possa offrire nuove opportunità alla Costa Smeralda?  

«Ci crediamo e in autunno assumeremo personale specializzato per esplorare quel mercato. Noi ci crediamo, anche perché i potenziali clienti sono davvero tantissimi. L’obiettivo è far conoscere il nostro prodotto in Asia, ma sono certo che tutto ciò che la Sardegna è in grado di offrire può bastare per convincere tanti nuovi potenziali clienti». 

 

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