A Scandicci l’ultimo saluto a Niccolò Ciatti. Parroco: “Non arrendiamoci al trionfo del male”

Molta gente per l’addio al ragazzo ucciso a calci in una discoteca spagnola
LAPRESSE


Pubblicato il 19/08/2017
Ultima modifica il 19/08/2017 alle ore 19:10

Un garofano rosso sulla bara e tanti palloncini bianchi. Così è stato salutato, prima dell’ultimo viaggio verso il cimitero di Scandicci nei pressi di Firenze il feretro di Niccolò Ciatti, il giovane scandiccese ucciso a calci e pugni in una discoteca di Lloret de Mar. Le duemila persone presenti alle esequie hanno tributato a Niccolò un lungo applauso nella Chiesa di Gesù Buon Pastore, così piena che nella piazza antistante la chiesa sono stati posizionati degli altoparlanti. «Poi sembra trionfare l’odio omicida, com’è successo per Niccolò. Ma non possiamo rimanere schiacciati e rassegnati. C’è un giudizio, non solo quello degli uomini, c’è anche quello di Dio» ha detto don Giovanni Paccosi, parroco del paese, nel corso dell’omelia funebre. 

 

«Con te è volato via metà del mio cuore. Staremo insieme sempre. Ti voglio bene, Nicco». È il passaggio finale della lettera che Sara Ciatti ha scritto per il fratello. Gli amici più stretti hanno indossato una maglia bianca e un foulard al braccio sinistro così come aveva chiesto loro di fare la fidanzata Ilaria, a ricordo di una abitudine di Niccolò Ciatti nel vestire. Un tappeto di fiori bianchi ha contornato la bara, sormontata anche da una sciarpa della Fiorentina la squadra di cui era tifoso.  

 

Presenti insieme ai familiari della vittima il sindaco di Scandicci, Sandro Fallani, quello di Firenze, Dario Nardella, e in rappresentanza del governo il sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri. In mattinata è voluto essere presente anche il segretario del Pd ed ex premier Matteo Renzi che, accompagnato dal sindaco, è entrato in chiesa ed ha abbracciato i familiari del ragazzo. 

 

 

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