Raccolta firme a Cressa: “Dedichiamo a Roberto Cerati le scuole elementari”

Petizione di un gruppo di cittadini. Il novarese fu direttore commerciale e presidente dell’editrice Einaudi

I lavori di ristrutturazione alle scuole elementari di Cressa sono quasi terminati


Pubblicato il 24/08/2017
Ultima modifica il 24/08/2017 alle ore 17:25
CRESSA

Gli operai stanno ultimando i lavori. Il cartello del cantiere è ancora affisso accanto al cancello che si apre su via Martiri, la bella strada che dalla chiesa di Cressa, vicino alla stazione, porta dritto alla più scenografica parrocchiale dedicata ai santi Giulio e Amatore. 

Sono i ritocchi per completare la ristrutturazione delle scuole elementari che un gruppo di abitanti vorrebbe dedicare a Roberto Cerati, il presidente della casa editrice Einaudi nato proprio a Cressa il 14 marzo 1923. Ed è qui, nel paese che gli è sempre rimasto nel cuore, che ha voluto essere sepolto dopo la morte, avvenuta a Milano il 22 novembre 2013.  

 

In questi giorni è in corso una raccolta firme. Una petizione che sarà poi affidata al sindaco con i suoi assessori e consiglieri, anche se per l’intitolazione delle scuole il Comune aveva già preso un impegno diverso.  

La famiglia sostiene l’iniziativa in punta di piedi, come era nello stile di Cerati che del motto «esserci sempre, apparire mai» aveva fatto uno stile di vita. «Vorremmo che il Comune considerasse l’opportunità di intestare le Elementari a questo concittadino» dice il fratello Vittorio Ceratti precisando che anche Roberto all’anagrafe si era trovato una doppia «t» nel cognome, preferendo però usare quello più antico, non ancora storpiato in una maldestra trascrizione. 

 

Nella petizione si ricorda che il nome di Cerati è stato iscritto tra i grandi al Famedio del cimitero monumentale di Milano. Giorgio Napolitano, Presidente della repubblica, espresse il cordoglio nazionale per la scomparsa di «una figura di primo piano del mondo editoriale, che svolse un ruolo essenziale nello sviluppo della casa editrice Einaudi». 

 

Cerati, laureato nel 1945 in Lettere Moderne a Torino con una tesi su Pirandello, entrò giovanissimo in Einaudi. Per mezzo secolo ne fu direttore commerciale e dal 1999 presidente. Anche l’amico Carlo Carena, professore di Borgomanero che si è occupato di traduzioni soprattutto per la casa editrice dello struzzo, ricordava quella capacità di seminare, con lungimiranza e ostinazione, che aveva fatto diventare Cerati il vero alter ero di Giulio Einaudi: «Andava nelle librerie di tutta Italia, parlava con i librai e teneva contatti con gli autori. Uno straordinario lavoro». 

 

Interrotto, ogni estate, da una pausa nel Novarese. Quello che è stato definito da Guido Davico Bonino come un «san Francesco dei libri» trascorreva ogni anno un paio di settimane di vacanze a Cressa, a cavallo del Ferragosto. «Amava la tranquillità del paese - racconta il fratello Vittorio -. È la stessa sensazione che sorprende ogni volta anche me, appena mi avvicino e respiro l’aria della campagna. Roberto aveva frequentato qui le Elementari, poi era andato a Novara, al “Gallarini” dove si era diplomato maestro. Quindi l’Università a Torino, poi la splendida carriera. Einaudi all’inizio gli aveva affidato l’area vendite del Piemonte, poi la Lombardia e l’Italia intera. Aveva una straordinaria capacità di ascoltare e valorizzare le persone. Era molto attento e sensibile, come testimoniano anche le sue poesie. Quando nostra madre ha avuto bisogno di cure ogni giovedì tornava a Cressa, per starle vicino. La stessa vicinanza che gli ha donato il priore Enzo Bianchi, suo carissimo amico. E Roberto da qui, spesso, partiva per raggiungerlo a Bose». 

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