La nuova Juventus femminile ha scelto Vittoria e Margherita

Le due valdostane sono nella Primavera; bianconere anche tre Giovanissime

In primo piano Vittoria Verna, 15 anni, centrocampista


Pubblicato il 26/08/2017
Ultima modifica il 26/08/2017 alle ore 15:23
aosta

Entrambe hanno lunghi capelli color miele, grinta da vendere, ma soprattutto un grande gioco di gambe. Vittoria Verna, 15 anni di Sarre, e Margherita Brscic, 16 anni, di Saint-Vincent, sono entrate nella Primavera della Juventus che dà il via al primo grande progetto di calcio femminile dei Campioni d’Italia. 

 

Le giovanissime valdostane faranno parte della squadra di 20 elementi allenati da Daniele Diana: Verna da centrocampista, Brscic da difensore centrale. In Valle giocavano in squadre miste. «Con i maschi mi sono subito ambientata e sono sempre andata d’accordo, c’era rispetto reciproco» dice Verna che ha iniziato otto anni fa nel Centro giovani calciatori Aosta per poi passare al Grand Paradis con l’allenatore Roberto Bisede. «A lui - ricorda - devo l’avermi spronata quando ho vissuto, tempo fa, una fase di scoraggiamento». 

 

Per Brscic l’anno scorso aveva già segnato il passaggio dal misto del Fenusma-Châtillon-Saint-Vincent al calcio femminile nella Primavera del San Bernardo Luserna. Nonostante l’esperienza fuori Valle nella squadra torinese, «non mi aspettavo di essere invitata ai provini a giugno - dice - né tantomeno di essere presa nella Juventus Women». Stupore anche per Verna che ha ricevuto la prima chiamata per presentarsi a Vinovo (Torino) al centro di allenamento dei Bianconeri, a marzo scorso. Due incontri dopo arriva la conferma: «Sei dentro». 

 

(continua sotto la foto)  

FANSOR

(Margherita Brscic, 16 anni)  

 

«Subito non mi è sembrato vero - racconta - non potevo credere che potesse nascere un progetto del genere, il primo tutto al femminile di una delle squadre più forti al mondo nel maschile! E io ne avrei fatto parte». La proposta juventina prevede la possibilità di risiedere vicino al centro di allenamento e frequentare il liceo scientifico sportivo. «Ho sempre pensato che non sarei mai andata via di casa - dice Verna - e non avrei mai lasciato la mia scuola. Soprattutto adesso che avevo superato la quarta ginnasio del Classico di Aosta senza debiti (con la media del 7, ndr). Poi, però, insieme con i miei genitori abbiamo valutato che era un’esperienza unica: non potevo rifiutarla». La ragazza sarà in Piemonte sei giorni a settimana: dormirà in un albergo a Nichelino, per cinque giorni frequenterà le lezioni al mattino e farà due ore di allenamento al pomeriggio, mentre il sabato o la domenica saranno dedicati alle partite. Niente college per Brscic. Studentessa del liceo scientifico Bérard di Aosta (con una media dell’8,5), ha fatto una scelta da pendolare: «Non me la sentivo di vivere per così tanto tempo lontano da casa e poi non voglio lasciare i miei amici e la mia scuola». 

 

Le due valdostane, spesate e con tutto l’abbigliamento sportivo fornito (e la possibilità di assistere a tutte le partite all’Allianz Stadium), hanno già iniziato la preparazione. Paure e entusiasmo si mescolano. «Il mister - racconta Verna - ci ha detto che vuole risultati, concentrazione e che bisogna meritarsi il posto: siccome sono la più giovane, mi sento un po’ sotto pressione. Mi hanno colpito invece la serietà dell'ambiente, la grande voglia di espandere il calcio femminile e far sì che i genitori non impediscano più alle figlie di giocare a questo sport stupendo, fatto di aria aperta e strategia». 

 

Domenica la nuova squadra con le calciatrici valdostane disputerà un’amichevole. Durante la stagione lavoreranno spostandosi in Sisport, in corso Unione Sovietica a Torino, fucina del progetto sportivo femminile juventino di cui faranno parte, nella categoria Giovanissime, altre tre valdostane, del 2003: Alessia Ottolenghi, di Fénis; Giada Bionaz, di Quart; e Sara Sterrantino, di Sarre

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