Gignese, arrestato in casa dopo l’aggressione al bar

Un ragazzo di 28 anni bloccato dai carabinieri di Stresa


Pubblicato il 30/08/2017
GIGNESE

Lite tra parenti finita con un arresto e una condanna a 12 mesi di libertà controllata. È successo lunedì sera a Gignese. La scena si apre in un bar di piazza Marconi. Ad azzuffarsi per questioni famigliari due cugini di Santo Domingo.  

 

 

Erano le 22 e dopo una prima schermaglia José Joaquin Duarte Dilone, 28 anni, si era allontanato dal locale dicendo che sarebbe tornato per farla pagare al contendente. E’ stato di parola. Dopo un’ora si è ripresentato brandendo - ubriaco - un tondino in ferro e un coltello da cucina. Il titolare del bar e un altro cliente hanno cercato di farlo desistere dall’aggredire il cugino e si sono messi in mezzo prendendosi il primo un colpo di spranga sulla pancia, il secondo al fianco e a una gamba. A quel punto - con tutto il bar contro - Duarte se ne andava lasciando per terra le armi improprie. Sul posto arrivavano i carabinieri di Stresa che lo rintracciavano nell’abitazione dove è domiciliato, in piazza a Vezzo. E lì la situazione per i militari dell’Arma si è fatta dura. Dalla casa hanno sentito provenire urla. Hanno bussato e alla porta si è presentato il giovane con in mano un altro coltello.  

 

Molteplici gli inviti a calmarsi e a posare la lama. Non c’è stato niente da fare: il maresciallo James Lui, comandante della stazione, ha dovuto fare ricorso allo spray al peperoncino. A quel punto - sotto l’effetto della sostanza urticante - Duarte ha lasciato cadere il coltello. E’ stato arrestato per resistenza aggravata a pubblico ufficiale e denunciato per lesioni aggravate e porto di oggetti atti a offendere. Ieri mattina era in tribunale davanti al giudice Raffaella Zappatini e al pm Laura Carrera. Con la convalida dell’arresto ha patteggiato 6 mesi che avrebbe trascorso ai domiciliari visto che il casellario riporta una condanna di 3 anni e 4 mesi per aver trasportato cocaina dalla Spagna. Su accordo tra le parti il giudice ha acconsentito a sostituire i 6 mesi di detenzione con un anno di libertà controllata

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