Anche Parigi celebra la leggenda di Bertinetti “re” ai Giochi del 1924

Mostra all’hotel de ville per festeggiare l’assegnazione della kermesse che si terrà tra sette anni


Pubblicato il 02/09/2017
Ultima modifica il 03/09/2017 alle ore 23:16
vercelli

Nella mostra celebrativa che all’hotel De Ville , in rue de Rivoli, festeggia l’assegnazione delle Olimpiadi 2024 a Parigi, a distanza di cent’anni dai primi giochi a cinque cerchi francesi, c’è anche un po’ di Vercelli. E non potrebbe essere diversamente perché proprio nel lontano 1924, a quasi quarant’anni d’età Marcello Bertinetti (tra l’altro medico e non sportivo professionista), con Renato Anselmi, Guido Balzarini, Bino Bini, Vincenzo Cuccia, Oreste Moricca, Oreste Puliti e Giulio Sarrocchi salì sul primo gradino del podio, conquistando un preziosissimo oro nella sciabola a squadre. E ai Giochi di Parigi, sempre nell’edizione del 1924, Bertinetti vinse anche il bronzo, a squadre, nella prova di spada. 

 

Nel pannello riservato alla scherma fa bella mostra di se, con il suo fisico statuario, i suoi baffi prorompenti, chiuso nell’elegante divisa bianca che gli schermitori portavano con una postura quasi regale, il Generale, che a Vercelli aveva già regalato un argento, sempre nella sciabola a squadre, conquistata nelle olimpiadi di Londra del 1908 e soprattutto aveva già fatto conoscere il calcio e la Pro Vercelli, fondata nei primi anni del novecento con l’avvocato penalista Luigi Bozino. Un omaggio leggendario dei francesi per un uomo e l’Italia che nella scherma hanno scritto pagine importanti di storia sportiva.  

 

Lo stesso Generale Marcello Bertinetti recentemente è stato celebrato anche nella sua Vercelli: nel febbraio scorso, in una mostra organizzata all’Arca in occasione del cinquantesimo anniversario del trofeo Marcello e Franco Bertinetti.  

Una mostra, quella vercellese, che aveva svelato il lato prettamente sportivo del Generale (celebrato, tra l’altro, anche in occasione dell’ultimo trofeo cittadino che porta il suo nome, con le bellissime riproduzioni dei diplomi e degli attestati di famiglia): erano state esposte le sue medaglie vinte, i diplomi ricevuti alle Olimpiadi, ma anche i suoi pensieri e le sue emozioni del pre e dopo gara, chiusi in un diario che il Generale teneva meticolosamente prima di ogni evento sportivo.  

Cimeli ricchi di suggestione, che avevano permesso al visitatore di assaporare l’essenza vera di quello sport, dalle sue origini ai tempi d’oggi. Un’esposizione che ha raccolto un gran successo e tutti gli sportivi vorrebbero rivedere molto presto. 

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