Per Manzini, il “papà” di Rocco Schiavone, “la cronaca valdostana supera l’immaginazione”

A fine ottobre le riprese dell’episodio tratto dall’ultimo romanzo “Pulvis et umbra”.

Marco Giallini nei panni di Rocco Schiavone


Pubblicato il 06/09/2017
Ultima modifica il 09/09/2017 alle ore 16:16
Aosta

Un autunno all’insegna del carisma virile e scomodo del vice questore Rocco Schiavone. A fine agosto la casa editrice Sellerio ha pubblicato «Pulvis et umbra», l’ultima avventura del poliziotto romano trasferito (per punizione) nell’estremo Nord Ovest, alla questura di Aosta. Questa volta la trama che l’autore, Antonio Manzini, ha immaginato per il suo protagonista parte dal ritrovamento del cadavere di una trans nella Dora Baltea.  

 

A pochi giorni dall’uscita del libro, il 13 settembre, inizieranno (a Roma, per poi trasferirsi in Valle) anche le riprese della seconda stagione della trasposizione televisiva dei noir di Manzini, che è anche co-sceneggiatore, in cui l’attore romano Marco Giallini interpreta Schiavone. A chiudere la nuova serie di 4 episodi sarà l’ultimo arrivato in libreria, «Pulvis et umbra». 

 

Che cosa ha colpito di più il lettori in quest’ultima avventura? «Schiavone si sta umanizzando» risponde l’autore. «Ma forse tornerà indietro». A proposito di futuro, qualche idea per il prossimo caso? «No. Comunque vedo che tra corpi bruciati e pacchetti da 25 mila euro trovati nelle scrivanie di palazzo, la cronaca valdostana va molto più in là dell’immaginazione creativa»

 

Ma Schiavone si affezionerà mai alla Valle? «Non lo so. Ma sì, credo che imparerà ad amarla». Ci sono volti noti fra gli attori del nuovo episodio? «Non posso fare anticipazioni - risponde l’autore -, ma tifo per un’attrice meravigliosa, Lorenza Indovina, nei panni di Michela Gambino, commissario alla Scientifica». Sui possibili luoghi valdostani delle prossime investigazioni, Manzini ha già qualche idea. «Recentemente ho conosciuto posti stupendi: Pré-Saint-Didier e il Gran Paradiso. Chissà, non escludo un delitto ambientato alle terme o in Valnontey»

 

Come per la stagione precedente le scene televisive saranno girate in gran parte nella regione. L’episodio che aprirà il nuovo ciclo è «7-7-2007», il prequel che racconta al pubblico il passato del poliziotto, quando si trovava a Roma e la sua amata moglie Marina, che nelle storie precedenti lo accompagna come fantasma, era ancora viva. Le riprese cominceranno nella capitale e si sposteranno in Valle solo a fine ottobre dove resteranno per 5 settimane.  

 

«Non sappiamo ancora i dettagli su location e casting - dice Simone Gandolfo, presidente di film commission VdA - per ora sono stati fatti dei sopralluoghi. Altre informazioni non ne abbiamo avute». La fiction, che ha conquistato il pubblico come anche l’originale cartaceo, è prodotta dalla Cross Production e diretta questa volta da Giulio Manfredonia, regista tra le altre cose di Antonio Albanese in «Cetto La Qualunque» e «Qualunquemente». 

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