Poste, nel Vco la situazione è critica: “Personale insufficiente”

Allarme dei sindacati: “Organico ridotto del 20 per cento”


Pubblicato il 06/09/2017
verbania

«La sentenza del Tar corona due anni di lavoro in sinergia tra sindacati e istituzioni, ora dobbiamo tenere alta l’attenzione sugli altri problemi». Per le Poste del Vco la sentenza favorevole della giustizia amministrativa che ha sancito la riapertura tutti i giorni degli sportelli Antrona, Macugnaga, Premeno, Bee, Cossogno e Miazzina sta diventando operativa. Per Liana Righi della Cisl è un passo in avanti nella giusta direzione. «Il responso negativo per l’ufficio di Carciano di Stresa (per il quale è stata confermata la chiusura, ndr) ci stimola a lottare per avere almeno uno sportello anche solo due giorni alla settimana, mercoledì e sabato» dice Righi, puntando il dito però anche su altre criticità.  

 

 

«Ora il dubbio è come sarà garantito il servizio in tutti gli uffici del Vco, vista la carenza di oltre il 20 per cento di operatori di sportello rispetto alle esigenze - spiega -, siamo fiduciosi che a livello nazionale ci sia l’annuncio di un nuovo piano aziendale. C’è un’intesa che prevede il potenziamento dei centri di recapito di Domodossola e Intra, quello di Omegna sarà rinforzato secondo i flussi. Per la prima volta da anni Poste parla di potenziare invece di dismettere. A livello regionale però l’azienda è sorda alle nostre rimostranze».  

 

 

Da qui la decisione di proseguire con lo sciopero delle prestazioni straordinarie ed aggiuntive fino al 29 settembre. «Durante le assemblee fatte ad agosto girando gli uffici da Cannobio a Varzo è stato confermato il quadro di criticità da noi denunciato - conclude Righi -, chiediamo il rispetto dei lavoratori e del denaro di Poste mettendo mano a distacchi che hanno del folle. Un impiegato di Varzo deve andare alle 8 a Formazza, fare un passaggio di cassa e aprire uno sportello a Omegna: non è pensabile». 

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