“Noi, da 5 anni in giro per il mondo in barca, siamo sopravvissuti all’uragano Irma, ma è l’apocalisse”

La biellese Erika, con il fidanzato Stefano, ha atteso il passaggio della tempesta nelle Piccole Antille rifugiandosi in albergo, ma ora sono salvi. «Ci aspettavamo il peggio e abbiamo pianto»


Pubblicato il 07/09/2017
Ultima modifica il 07/09/2017 alle ore 15:42
biella

Tanta paura: l’attesa e il passaggio dell’uragano Irma a St. Maarten (Piccole Antille), una delle isole caraibiche più colpite dal vento che soffiava a 300 chilometri all’ora, sono stati duri da affrontare per la biellese Erika Storelli, 37 anni, che con il suo compagno Stefano Mandrioli di Pieve di Cento (nel Bolognese), ha intrapreso il giro del mondo in barca a vela. Erika e Stefano sono salvi, si sono rifugiati in un hotel per sfuggire all’uragano di categoria 5 (la massima), uno dei più potenti degli ultimi 80 anni. Normalmente vivono sulla barca e nei posti in cui si fermano cercano lavoro per potersi mantenere: lui fa lo chef in cucina, lei si adatta a lavorare nei ristoranti, nei negozi o in aeroporto grazie al fatto che parla cinque lingue. A Sint Maarten lavora in una steakhouse, il Palapa Grill. 

 

 

«SIAMO VIVI»  

«Siamo vivi! Qui è l’apocalisse, i danni sono incalcolabili - racconta Erika -. Nelle due notti prima dell’impatto non abbiamo dormito, non riuscivamo a mangiare, ci aspettavamo il peggio. I marinai sono venuti al porto per aiutare le persone a mettere insicurezza le barche. Noi abbiamo portato via tutte le nostre cose, ancorato e legato la barca a due pontili e siamo andati in albergo. Abbiamo pianto, pregato e sperato di ritrovare la nostra “Barchettalove” al ritorno». E così è stato: anche la barca è «sopravvissuta» all’impatto dell’uragano. Quella barca con la quale quasi 5 anni fa hanno lasciato l’Italia. «Abbiamo vissuto qualche anno in Spagna per mettere via un po’ di soldi per sistemare la barca e quest’anno da Capo Verde abbiamo attraversato l’oceano», dice Erika. I due avventurieri pubblicano il diario di bordo e raccontano le proprie esperienze ed emozioni su un blog e su una pagina Facebook («Barchettalove») dove in questi giorni hanno ricevuto tantissimi messaggi di incoraggiamento e solidarietà da parte di amici e parenti. 

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