Formazza, si celebrano i 90 anni del “Città di Busto”, primo rifugio della valle

Domenica musica e iniziative a 2480 metri di quota. L’opera fu progettata dall’architetto lombardo Silvio Gambini

Il rifugio «Città di Busto Arsizio» si trova a 2480 metri di quota


Pubblicato il 08/09/2017
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E’ stato il primo rifugio realizzato in Val Formazza. Non c’erano ancora le dighe, il turismo escursionistico era una nicchia quando la sezione del Cai di Busto Arsizio 90 anni fa scelse un luogo a 2480 metri di altitudine, nel pianoro dei Camosci a poca distanza dal passo del Gries, per costruire il primo rifugio della Formazza, intitolato «Città di Busto». 

I festeggiamenti per il traguardo raggiunto sono in programma domenica. Un ritrovo per tutti gli affezionati che a partire dalla mattinata si incontreranno in quota.  

 

Gli ospiti della giornata  

Ci sarà un concerto alle 11,30 del Domus brass quintet e il pranzo (necessaria la prenotazione allo 0324.63092). Saranno ospiti Antonio Montani, vice presidente generale Cai, Renato Aggio presidente Cai Lombardia oltre al sindaco di Formazza Bruna Papa e il presidente di Formazza Event Gianluca Barp. Il ritrovo cade anche in corrispondenza della gita intersezionale del gruppo Cai 7 Laghi di Varese. Un’occasione per ripercorrere le tappe che portarono alla costruzione di questo rifugio. «La sezione Cai di Busto Arsizio nasce nel 1922 e la prima gita per inaugurare il gagliardetto si è tenuta al passo del Gries - racconta l’attuale presidente Mario Lualdi -. I nostri nonni si innamorarono di questa terra tantoché nell’estate del 1926 iniziarono i lavori del rifugio che permisero poi l’inaugurazione nel settembre 1927. Il progetto era dell’architetto Silvio Gambini, uno dei massimi esponenti del periodo liberty di Busto».  

 

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«Visite in incremento»  

Da quel 20 settembre 1927 il rifugio, posto in un punto nevralgico, ha visto passare sia gli avventori delle rotte commerciali che dalla Svizzera arrivavano in Italia, sia i tanti appassionati di montagna. «Un luogo di passaggio prima, una meta ambita oggi» dice Marco Valsesia, gestore del rifugio per 39 anni ininterrotti. La struttura è aperta solo d’estate, da giugno a fino settembre in base alle condizioni meteo. Può contare di un campo da calcio, da pallavolo, una rarità così ad alta quota, e una parete d’arrampicata. Ha ancora la muratura in pietra originaria, 47 posti letto e i «confort adeguati agli attuali frequentatori - spiega Valsesia -, negli ultimi anni c’è stato un incremento notevole di visite». 

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