Terremoti, Pavia inaugura il primo simulatore “multiassiale” d’Europa

Si chiama 6D LAB ed è opera della Fondazione Eucentre. La sua particolarità è la bidirezionalità: provoca oscillazioni sia in verticale che in orizzontale


Pubblicato il 08/09/2017
Ultima modifica il 08/09/2017 alle ore 20:55

Ci sono voluti due anni di progettazione e 2,2 milioni di euro di investimento per realizzare un’eccellenza italiana unica in tutta Europa: si tratta di 6D LAB, laboratorio che custodisce un simulatore sismico “multiassiale” (cioè che provoca oscillazioni sia in verticale che in orizzontale) in grado di valutare i danni non strutturali provocati da un terremoto. Il simulatore è stato realizzato dal TreesLab della Fondazione Eucentre, a Pavia, dal 2003 punto di riferimento internazionale dell’ingegneria sismica. È in grado di riprodurre qualsiasi terremoto reale registrato finora e, grazie alle oscillazioni multidirezionali, predeterminare le prestazioni sismiche anche dei componenti architettonici, meccanici o impiantistici e il loro grado di vulnerabilità. Con un notevole vantaggio per produttori e utilizzatori: «poter testare nuovi sistemi, intelligenti e integrati, atti a ridurre il rischio sismico degli edifici nel loro insieme», ha sottolineato Fabio Germagnoli, direttore operativo di Eucentre.  

 

 

Il simulatore è stato inaugurato in occasione dell’International Conference on Advances in Experimental Structural Engineering, con una prova ribattezzata “Multiaxial experience”, che ha riprodotto la stessa magnitudo e la stessa dinamica del terremoto verificatosi a Taiwan nel 1999, in un ambiente completo di arredi posto su una tavola vibrante. «La forza distruttiva di un sisma non dipende dal movimento, ma dall’accelerazione che il terreno imprime agli edifici, che noi riusciamo a riprodurre sui sei gradi di libertà, ovvero lungo i tre assi e intorno a essi, misurandone le conseguenze», ha spiegato il presidente della Fondazione, Riccardo Pietrabissa. 

 

 

E il 6D LAB non è l’unica eccellenza presente nella Fondazione Eucentre. Qui è attivo tutto un sistema di laboratori sperimentali tra cui lo SHAKELAB (Laboratory for Training and Research in Earthquake Engineering and Seismology), sofisticato simulatore sismico che testa il grado di vulnerabilità degli elementi strutturali delle costruzioni su edifici in grande scala, e il DATALAB, dove vengono sviluppati i modelli matematici e i software previsonali. Un sistema che attrae costruttori da tutta Europa, desiderosi di trovare tecniche di costruzione dalle performance sismiche sempre migliori. Tra questi, alcune aziende edili di Groeningen, dove sembra che l’estrazione di gas naturale stia inducendo dei piccoli terremoti, e «una squadra di Basilea — ha raccontato Pietrabissa — che ha riprodotto nel nostro laboratorio le tipiche case in pietra del centro storico della cittadina svizzera per valutare la reazione di queste costruzioni ad un possibile evento sismico. I terremoti non si possono prevedere, le conseguenze sì». 

 

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