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Sul Vespucci i futuri ufficiali stringono un patto con l’Oceano nel nome di Dunatos

Gli allievi della prima classe dell’Accademia hanno battezzato il loro corso, un rito che si compie dal 1931

Gli allievi con la bandiera del corso


Pubblicato il 08/09/2017
Ultima modifica il 08/09/2017 alle ore 13:20

L’Amerigo Vespucci è arrivata a Cadice per la decima tappa della campagna d’istruzione 2017 con a bordo gli allievi ufficiali della 1a classe dell’Accademia Navale di Livorno. Allievi che d’ora in po si chiameranno Dunatos. Spieghiamoci meglio. Ad ogni campagna il gruppo di allievi si riunisce sottocoperta e per tre giorni, notti incluse, si riunisce con l’intento di dare un nome al proprio corso. Che resterà per sempre. Non più singoli allievi, insomma, ma un team, un equipaggio i cui membri nell’intero arco della propria carriera professionale si sentiranno profondamente legati l’un l’altro dal nome attribuito loro al corso, dal motto e dalla bandiera che li contraddistinguerà. 

 

Il rito  

Lo sfondo dell’Atlantico in una bella giornata di navigazione tra le Isole Azzorre e la Spagna a fine agosto, hanno infatti consentito di svolgere perfettamente la cerimonia con il tradizionale “urlo” degli allievi saliti a riva sulle alberate della Maestra e della Mezzana, per formalizzare all’Oceano la nascita del loro corso. Un corso che si presenta alla Marina Militare con un’esperienza formativa unica e caratterizzata da attività vissute nel Nuovo Continente, il giusto presupposto per i futuri successi professionali durante il proseguo della carriera di ciascun allievo ufficiale. Ancora una volta nave scuola Amerigo Vespucci ha addestrato e formato nel segno del proprio motto “Non chi comincia ma quel che persevera” un nuovo corso di allievi dell’Accademia Navale che, oggi, ha una sua identità ed una storia, così come vuole la tradizione della Marina Militare a bordo del veliero fin dal 1931. 

 

 

Il nome  

Dunatos deriva dal Greco antico e significa letteralmente potente-capace-forte (intellettualmente, fisicamente e moralmente), in grado di migliorarsi continuamente. Deriva da “Dunamai” che rappresenta una èlite accumunata dal medesimo ideale, “coloro che comandano con l’esempio”, i ricchi d’animo ed i nobili di cuore, tutti valori che devono animare ogni Ufficiale della Marina Militare. Nella radice “Du” è inoltre presente il rimando al concetto di potenza, espressione fondante della cultura Greco-Latina. 

 

Il motto  

E’ “alii et alii horizontes cui potentiam maris non timet” (nuovi orizzonti raggiunge chi non teme la potenza del mare) vuole rappresentare il susseguirsi di sempre nuove sfide che ogni allievo ufficiale si troverà ad affrontare, proprio come avviene solcando i mari, ove una volta raggiunto un’orizzonte se ne profila immediatamente uno nuovo. Gli allievi infatti, pur rispettando e provando estrema reverenza per la forza del mare, non lasciano che il timore di esso inibisca le loro azioni. 

 

La bandiera  

Dallo sfondo verde, vi è è raffigurato l’Oceano Atlantico da cui emerge il possente braccio di Nettuno con in pugno il tridente, simbolo di forza e potenza in mare. Sulla destra dell’immagine appaiono 2 colonne di un antico tempio, in rappresentanza delle colonne d’ercole con il superamento dei limiti della conoscenza umana. Presente anche un braciere volto a ricordare la fiaccola della Statua della Libertà (simbolo caratteristico della campagna d’istruzione nel Nuovo Continente). In alto, sopra l’Oceano, la Costellazione Cassiopea che brilla nel cielo verso oriente, rotta seguita da nave Vespucci per il rientro in patria ed in omaggio al Comandante alla Classe come guida e riferimento. A circondare il simbolo un ramo di quercia sulla sinistra, emblema della forza, mentre sulla destra un ramo di alloro, emblema della Repubblica Italiana, entrambi con una foglia di acero in ricordo della Confederazione Canadese. 

 

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Diario di bordo: 16 settembre 2017