Omegna rischia di perdere il commissariato di polizia

L’attuale sede inadeguata, il sindaco dice no all’ex giudice di pace


Pubblicato il 09/09/2017
OMEGNA

«Troveremo una soluzione», smorza il problema il sindaco di Omegna Paolo Marchioni intervenendo sulle polemiche seguite alla decisione di annullare l’atto con cui si deliberava il trasferimento del commissariato di polizia nei locali comunali che ospitavano il giudice di pace in via XI settembre.  

 

 

In realtà la situazione è più complessa perché l’attuale sede del commissariato non è a norma sotto vari aspetti e la deroga dall’amministrazione di polizia era stata ottenuta in cambio delle certezza del trasferimento in tempi non lunghi. Dal ministero non si esclude addirittura una temporanea chiusura del commissariato con trasferimento del personale a Verbania o a Domodossola in attesa di una nuova sede nel Cusio, non per forza a Omegna. Interpellato sulla questione il questore Salvatore Campagnolo si ferma a un «no comment», ma anche tra i sindacati di polizia la tensione è salita alle stelle. 

 

 

«Innanzitutto garantisco che Omegna non perderà il commissariato, faremo di tutto per trovare un’alternativa a quanto era stato deciso dalla giunta precedente - dice il sindaco -. Ci sono buoni motivi per non trasferire la polizia nello stabile vicino alla biblioteca. Innanzitutto per renderlo compatibile con le esigenze del commissariato sono previsti lavori per 120 mila euro ma la giunta Mellano ne aveva messi in bilancio 80 mila. A ciò si aggiunge che l’edificio è sovradimensionato per le loro esigenze: stiamo cercando una sistemazione più adeguata».  

 

 

Il tentativo è di conciliare la volontà di non perdere il commissariato con quello di sistemare in modo definitivo gli uffici comunali, ora dislocati in più zone della città.  

 

 

«Stiamo ragionando sulla possibilità di spostare dove c’era il giudice di pace gli uffici comunali, edificio che sembra su misura per le nostre esigenze sia come spazi interni sia come possibilità di parcheggio all’esterno. Quindi come prima cosa faremo un atto che destina l’edificio al Comune - prosegue Marchioni -. Qui andrebbero l’anagrafe, l’ufficio tecnico, lo sportello delle imprese e il comando di polizia municipale che sono in via De Angeli». Resta il nodo di dove trasferire il commissariato.  

 

 

Sono tre le ipotesi

«Abbiamo contattato il questore proponendo una serie di soluzioni alternative - conclude Paolo Marchioni -, sostanzialmente sono tre: l’ex scuola di Crusinallo, che oggi ospita i richiedenti asilo, gli ex uffici Lagostina, oppure l’edificio di via De Angeli una volta lasciato libero dai nostri uffici. Stiamo facendo le valutazioni». 

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