Controlli in tutta Europa: le cinture di sicurezza sono obbligatorie, anche dietro

Le Polizie stradali di tutti i Paesi si uniscono in una settimana di controlli speciali, con particolare attenzione ai seggiolini dei bambini

Un’immagine tratta dal crash test IIHS: in caso d’incidente, il passeggero posteriore non assicurato può fare male anche a chi siede davanti a lui


Pubblicato il 09/09/2017
Ultima modifica il 10/09/2017 alle ore 13:36

Ridurre il numero delle vittime della strada: è questo l’obiettivo della campagna straordinaria di controlli sul corretto utilizzo delle cinture di sicurezza, che avrà luogo dall’11 settembre in tutti i paesi dell’Unione Europea. Durerà una settimana, fino al 17 settembre, ed è promossa da un network europeo di cooperazione tra Polizie Stradali.  

 

 

In Italia la Polizia Stradale ha predisposto specifici controlli sull’intero territorio nazionale, in particolar modo sulle arterie autostradali e di grande comunicazione.  

 

Per l’intera settimana, dunque, il corretto utilizzo, da parte dei conducenti e dei passeggeri dei veicoli a motore, delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta, con particolare riguardo ai seggiolini per bambini, sarà monitorato in tutti i Paesi europei. 

 

L’uso della cintura di sicurezza, lo ricordiamo, è obbligatorio su tutti i sedili, anche quelli posteriori. I bambini fino a 1,5 metri di altezza vanno assicurati con seggiolini omologati (qui le ultime regole aggiornate). 

 

 

L’operazione congiunta, denominata Seatbelt (cintura di sicurezza), sarà coordinata in Italia dalla Direzione Centrale per la Polizia Stradale. Il network europeo delle Polizie stradali che l’ha programmata, “Tispol”, è nato nel 1996: vi aderiscono tutti gli Stati membri della Ue, oltre a Svizzera e Norvegia, con la Serbia come osservatore. L’Italia ha la presidenza dal mese di ottobre dello scorso anno.  

 

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Chi non fa uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini, ricorda la polizia stradale, è soggetto alla sanzione amministrativa da 81 a 326 euro e alla decurtazione di 5 punti sulla patente. In caso di recidiva nell’arco dei due anni, scatta anche la sospensione della patente da quindici giorni a due mesi. 

 

Il mancato uso delle cinture di sicurezza è la seconda infrazione più sanzionata in Italia dopo l’eccesso di velocità. 

 

 

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