Linea dura della Regione: “Solo chi tiene i bimbi a casa è esentato dagli obblighi”

L’ente precisa che anche le scuole private sono tenute al rispetto delle norme
ANSA


Pubblicato il 10/09/2017
Ultima modifica il 10/09/2017 alle ore 10:15
TORINO

«Tutti le scuole e gli asili dovranno inviare alle Asl le documentazioni sui vaccini che hanno raccolto dai genitori degli iscritti. Non ci sono istituti esentati. Questa regola vale per le scuole pubbliche come per quelle paritarie ma anche per le private. Senza eccezione per micronidi aziendali o nidi condominiali».  

L’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte su questo punto è categorico: non ci sono scuole che non dovranno mandare all’Asl tutte le auto-certificazioni presentate dai genitori o le lettere in cui sono fissati gli appuntamenti per le vaccinazioni dei loro figli. E non ci sono scuole - o qualunque genere di struttura - in cui i genitori possano sentirsi immuni dall’obbligo di rispettare la legge. Linea dura, dunque. 

 

NIENTE ALLARMISMI  

La precisazione della Regione diventa rilevante visto il grande numero di strutture private presenti soprattutto a Torino e provincia. Nelle intenzioni, vuole fare chiarezza sulle regole, senza paventare un inasprimento dei toni sui controlli e sulla vigilanza: «È bene specificare che la volontà della Regione non è quella di creare allarmismi sui controlli e che le verifiche partiranno da novembre - spiegano in assessorato -. L’invito rivolto a tutti i genitori è quello di stare tranquilli e di vivere con serenità l’iscrizione dei figli a scuola». 

Anche lo stesso decreto del ministro Lorenzin, quando parla di obblighi di comunicazione da parte degli istituti, è abbastanza chiaro: «I dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione ed i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie sono tenuti, all’atto dell’iscrizione del minore di età compresa tra zero e sedici anni - si legge nel testo - a richiedere ai genitori la presentazione di idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni». 

 

BAMBINI A CASA  

La legge vale per tutti, dunque. Dove si potrebbe aprire, potenzialmente, uno spiraglio di dubbio è nel caso delle realtà para-scolastiche, così piccole e “casalinghe” da far configurare i bambini (solo se hanno da 0 a 6 anni e non rientrano nella scuola dell’obbligo) come non frequentanti nessun istituto. Casi che riguardano percentuali infinitesimali di bambini che, comunque, avranno già ricevuto a casa una lettera che invita alla vaccinazione e che saranno egualmente convocati all’Asl per l’immunizzazione.  

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