La nuova casa dell’Anteo è un palazzo a quattro piani

Da “MusiCineTeatro” a multisala a cittadella cinematografica con ristoranti, caffè letterario e pure una nursery

Uno scorcio degli interni del nuovo Anteo Palace in piazza XXV Aprile 8


Pubblicato il 10/09/2017

Un pugno di film italiani tra cui quelli di due autori che sono passati dalle sale dell’Anteo fin dalla loro “infanzia”: Soldini con «Il colore nascosto delle cose» e Segre con «L’ordine delle cose». Ma anche il kolossal bellico «Dunkirk», James Franco «In Dubious Battle» e Sophia Coppola con L’inganno». Sono alcune delle anteprime con cui ha appena inaugurato l’Anteo-Palazzo del Cinema. 

 

Il nome è forse un po’ pomposo. E molto rimanda all’unico, finora, Palazzo del Cinema, quello del Lido veneziano, con cui condivide lo stile architettonico Anni ’30. Ma rappresenta bene le dimensioni “king size” di questa nuova cittadella della Settima Arte, che prende il posto dello storico spazio di via Milazzo, andando ad arricchire ulteriormente una zona vivacissima della città. 

 

Tanto diversa da quella in cui nacque nel 1979 l’Anteo: allora buia e (s)morta, seppure vicinissima al centro. Fondato da tre soci volonterosi e squattrinati che rilevarono per 13 milioni (in cambiali) un cinema di terza visione, all’inizio Anteo faceva “MusiCineTeatro”, avendo per modello il Ciak che in zona Lambrate attirava un pubblico giovane e trasversale proponendo di tutto un po’. L’impresa ebbe successo e si trasformò: multisala con annessa libreria e bar-osteria, film in prima visione finalmente, per lo più d’autore, spesso in lingua originale.  

 

Oggi la terza mutazione: Anteo fagocita, complice il Comune di Milano che gliel’ha affittato per 28 anni, il vicino palazzaccio in stile littorio che fu nelle sue diverse fasi casa del Fascio, liceo artistico emanazione dell’Accademia di Brera e infine sede dei vigili urbani. In tutto circa 5500 mq. su quattro piani. Anche l’indirizzo cambia: da via Milazzo 9 a piazza XXV Aprile 8. Insomma, proprio una vita nuova.  

 

Ristrutturato in tempi record per la modica cifra di circa 5 milioni, l’“Anteo Palace” propone il meglio della tecnologia digitale e il massimo della comodità con quel tocco di design che a Milano non può mancare. Oltre a qualche piccolo vizio e coccola aggiuntiva che i suoi frequentatori non possono non apprezzare: due ristoranti, il Nobel da 18 coperti, di fatto saletta di proiezione molto chic con menù gestito dal “vicino di piazza” Eataly, e la storica Osteria del cinema; la libreria-caffetteria Caffè Letterario; uno snack bar al primo piano; una biblioteca-spazio di lettura dedicata allo spettacolo; una nursery attrezzata e sorvegliata, molto invitante e giocosa, per bambini dai 3 ai 11 anni. Molti e accoglienti gli spazi d’attesa con divanetti e poltroncine, dotati di free wifi a banda larga (ma le sale sono schermate!). 

 

Aperto dalle 10 del mattino all’1 di notte, nel Palazzo trovano spazio 11 sale, ciascuna con il nome di uno storico cinema milanese da anni chiuso (ma non dimenticato): oltre al Nobel, Excelsior, President, Rubino, Astra, Astoria, Abanella, Abadan, con capienze che vanno dai circa 400 alla sessantina di posti, oltre alle più piccole De Amicis e Obraz, dotate di divanetti per due, e la sala-salotto Ciak Multimediale per proiezioni on-demand, arredata da Frau, per dirne lusso e comodità. A questo si aggiungono poi il giardino e vicino Chiostro dell’Incoronata che in estate diventa Arianteo. 

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