Nella stagione di MiTo è “importante essere originali”

In cartellone sono presenti lavori di 115 autori viventi su 140 appuntamenti complessivi tra Torino e Milano con ben dieci prime esecuzioni

Mario Shrai Grigolato, de «laVerdi»


Pubblicato il 11/09/2017
Ultima modifica il 11/09/2017 alle ore 07:43
torino

Il mantra di MiTo 2017 firmato da Nicola Campogrande è proporre concerti con programmi originali. Essendo declinati intorno a un tema ben preciso, quello della natura, offrono tutti brani selezionati appositamente e quindi mai ascoltati prima. Ma c’è di più, poiché un’altra peculiarità è l’impegno per la ricerca e la sperimentazione, per cui il cartellone presenta lavori di 115 autori viventi (140 sono gli appuntamenti complessivi tra Torino e Milano) con ben 10 prime esecuzioni italiane. Alcune in prima assoluta, cosa che oggi accade in due spettacoli su tre.  

E ci sarà anche una partitura appositamente commissionata dal festival e realizzata da Virginia Guastella per «Americhe», l’evento ospitato alle 17 al Tempio Valdese.  

 

L’ARTISTA  

Palermitana, classe 1979, pianista e compositrice, per Settembre Musica ha scritto «Anatomy of an American dream», brano dal forte sapore evocativo che trasporta sullo spartito il sogno d’oltre oceano. Unitamente a questo panorama sonoro che illustra ciò che succede nel Nuovo Mondo, ci sarà l’universo jazz targato Gershwin con «Lullaby», l’eco della tradizione brasiliana di Villa-Lobos con il suo «Quartetto n. 5» e il viaggio carico di aspettative di Dvorák del «Quartetto n. 96 – Americano». A interpretarli sarà il Novus Quartet, uno degli ensemble più importanti della Corea formato da Jaeyoung Kim eYoung-Uk Kim ai violini, Seungwon Lee alla viola e Woongwhee Moon al violoncello. 

 

IL TRITTICO  

Tocca alla pianista cinese Zee Zee, nome d’arte di Zhang Zuo, giocare con l’acqua grazie al trittico che mette insieme le fontane barocche di Ravel e Liszt, ma soprattutto i delicatissimi acquerelli del compositore cinese Tan Dun, per la prima volta eseguiti in Italia. Ventinove anni, astro nascente del pianoforte e apprezzata per il virtuosismo sfrenato e raffinato, farà zampillare le note dal suo strumento grazie alle velocissime dita. Con «Acqua e acquerelli» sarà protagonista alle 21 al Conservatorio dove presenterà in prima italiana «Eight memories in watercolor» del suo compatriota contemporaneo Tan Dun, otto bozzetti sonori che rappresentano quasi degli appunti del viaggio che il compositore intraprese dal villaggio natale a Pechino tra «nuvole galleggianti» e «piogge estive». Seguiranno due celeberrimi brani di Ravel, «Jeux d’eau» e «Gaspard de la nuit» per chiudere poi con alcune pagine di Liszt. 

 

STAGIONI & METAMORFOSI  

La Chiesa dei Beati Federico Albert e Clemente Marchisio (via Monte Cengio 8, ingresso gratuito) aprirà le porte alle 21 a «Stagioni & metamorfosi», concerto in cui saranno addirittura due le prime esecuzioni assolute interpretate dal Quartetto di violoncellisti de laVerdi composto da Mario Shirai Grigolato, Tobia Scarpolini, Giovanni Marziliano e Enrico Garau-Moroni. A cominciare dalla trascrizione di Tobia Scapolini della «Suite da Le sacre du printemps» di Stravinsky, passando poi per quella di Giovanni Marziliano de «Otoño porteño» di Astor Piazzolla. Questi pezzi, attraverso la rilettura dei due autori acquisiranno nuova linfa. Chiudono la serata «Summertime» di Gershwin trascritta da Wolfgang Birtel e «L’inverno» tratto da «Le quattro stagioni» di Vivaldi trascritto da James Barralet.  

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