Don Carmine Arice è il nuovo padre generale del Cottolengo

Il religioso, 53 anni, è stato direttore della Scuola della Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino e condirettore dell’Ospedale Cottolengo

Padre Carmine Arice (a destra), nuovo padre generale del Cottolengo, con il padre generale uscente, don Lino Piano


Pubblicato il 11/09/2017
Ultima modifica il 11/09/2017 alle ore 13:10
TORINO

È padre Carmine Arice, direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della Conferenza Episcopale Italiana dal settembre 2012 e da due anni membro della Pontificia Commissione per le attività del settore sanitario delle persone giuridiche pubbliche della Chiesa, il nuovo padre generale del Cottolengo. Padre Arice, nato a Manfredonia (FG) nel 1964, esperto di bioetica, è cottolenghino dal 1984 e sacerdote dal 1991. Il suo lungo, ricco curriculum evidenzia che è stato, tra l’altro, direttore della Scuola della Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino e condirettore dell’Ospedale Cottolengo. 

 

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«Questa elezione per me è inattesa. Pensavo - ha detto poco dopo l’elezione - di rientrare a Roma per continuare il mio servizio alla Cei, se il nuovo padre me l’avesse permesso. Invece tornerò per fare i bagagli. Per il Cottolengo non ho programmi precostituiti se non quello di continuare ciò che i miei quindici predecessori hanno fatto con grande sapienza e saggezza. Mi metto in ascolto del buon Dio e dei poveri di Torino, dell’Italia e del mondo per capire cosa Dio ci chiede per loro. E questo in forte comunione con le suore, i fratelli e tutta la Piccola Casa. Le sfide che abbiamo davanti sono grosse, ma come ha detto Papa Francesco, le sfide sono occasioni per mettere insieme il carisma, le risorse umane e anche quelle economiche». Per padre Arice, la sfida maggiore oggi viene «dalla povertà sanitaria: oggi milioni di persone non riescono a curarsi, 1,2 milioni di anziani soffrono di patologie neurodegenerative, poi c’è l’emergenza legata alla salute psichiatrica, prima causa di disabilità».  

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