“Ho agito solo per il suo bene”: in aula la mamma accusata di aver rapito il figlio

La donna avrebbe sottratto padre Cesare, otto anni, portandolo in Croazia

Nina Kuluz, 43 anni


Pubblicato il 11/09/2017
Ultima modifica il 14/09/2017 alle ore 10:45
torino

«Non sono una criminale, ho fatto nulla di male. Ho agito per il bene di mio figlio”. Per la prima volta parla Nina Kuluz, 43 anni, accusata di sottrazione di minore, per aver portato in Croazia il piccolo Cesare, 8 anni, togliendolo al padre Alessandro Avenati, 50 anni, che ha l’affidamento esclusivo per decisone del tribunale dei minori di Torino e di quello di Spalato.  

 

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Nonostante questo, Cesare non è mai arrivato in Italia. La consegna del figlio al padre è saltata in varie occasioni. L’ultima il 27 giugno, quando la procedura è stata invalidata dall’assenza dello psicologo e dell’interprete. Davanti al giudice, Avenati ha ripercorso le vicissitudini della ricerca di Cesare in Croazia, Nina Kuluz ha deciso di non rispondere alle domande e di fare soltanto «dichiarazioni spontanee». 

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