11/09/2017
Le banche tagliano i servizi gratuiti, sempre più cari i canoni e le operazioni
Sandra Riccio

Commissioni per i prelievi dal bancomat della propria banca, fino a 35 euro per un’operazione allo sportello e canone che cambia in base alla giacenza media sul conto corrente. Si moltiplicano le nuove spese introdotte dalle banche, e in arrivo ci sono altri rialzi. L’era dei tassi a zero, e in particolare il tasso applicato dalla Bce per la liquidità in eccesso parcheggiata dalle banche nei conti dell’Eutrotower che è negativo a -0,4%, sta pesando sui conti degli istituti italiani. Questo peso viene scaricato sui portafogli delle famiglie. La via è quella di rialzare le spese extra e aumentare il canone.  

 

Per la prima volta, nel mirino dei rincari finiscono anche i conti online a zero canone, quei conti correnti che finora avevano garantito uscite più basse alle famiglie e che, negli ultimi anni, gli istituti di credito avevano spinto molto. Da ottobre, alcuni istituti online aumenteranno i costi per i prelievi al bancomat. In molti casi questa voce, finora era a zero. Per fare qualche esempio, dal 1° ottobre Websella farà pagare 1,81 euro per i prelievi da istituti diversi dal proprio. Le prime quattro operazioni però saranno gratuite. Mossa analoga arriva da IWBank che da ottobre introdurrà un costo di 1,90 euro per il ritiro di denaro da Atm non dell’istituto. Stesso passo da Fineco che dal 10 ottobre, chiederà 0,80 euro per prelievi da ogni tipo di Atm ma solo sugli importi sotto ai 100 euro. L’operazione sarà, invece, gratuita sopra questa cifra. 

 

Che l’autunno si annunciasse caldo sul fronte dei conti correnti si era già capito. Un assaggio era arrivato durante l’estate con diverse rimodulazioni verso l’alto. Anche in questo caso, gli aumenti hanno preso di mira i conti più economici, quelli definiti «light» e che, negli anni avevano attirato molte famiglie, proprio per le spese più basse. Per fare qualche esempio, dal 1° agosto IntesaSanpaolo ha introdotto aumenti variabili che cambiano a seconda della giacenza e della data di apertura del conto. In base a queste caratteristiche si arriva a un aumento massimo di 10 euro al mese. Restano invece salvi i depositi sotto i 2000 euro. In precedenza si erano mosse anche Unicredit, Bnl, Credem, Cariparma, Ubi, Mps, Banco Bpm, Carige e Poste. Altri istituti avevano introdotto modifiche alla spesa per il conto già durante il 2016.  

 

Allo stesso tempo sparisce qualche sconto. «È il caso, per esempio, dell’abbuono dell’imposta di bollo da 34,20 che, in passato, molte banche si erano accollate per conquistare nuovi clienti - dice Giordano Gala, responsabile New Business di Facile.it, comparatore di tariffe varie, tra cui ci sono anche quelle dei conti correnti -. Adesso questo bonus è diventato molto raro». 

 

I rincari non lasciano indifferenti i consumatori che iniziano a cercare condizioni più vantaggiose. Questo dicono i dati del portale Facile.it che in un anno ha registrato un incremento del 30% della richiesta di apertura di conti online a zero canone. «Si tratta di una vera e propria impennata rispetto agli anni precedenti - dice Gala -. Spesso son trasferimenti da conti di banche tradizionali».  

 

In effetti la strada per pagare di meno c’è ed è quella di passare a un istituto meno salato. I conti a canone zero, sono una via. Attenzione però ai costi extra. Il canone è sì a zero, tuttavia ogni operazione aggiuntiva comporta una spesa. Per fare qualche esempio, un’operazione allo sportello costa in media 4 euro. L’invio cartaceo dell’estratto conto si paga intorno ai 2 euro. Aprire il conto online dalla filiale fisica, in alcuni casi, può costare anche 35 euro.  

 

In questo un aiuto arriva dall’Indicatore sintetico di costo (Isc) che è presente in ogni foglio informativo. Definisce il costo medio per tipologia di cliente e dà un’idea di quella che sarà la spesa. Meglio consultarlo prima di andare in banca. 

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