La corsa ai selfie davanti alla copia del “Quarto Stato”, uno dei capolavori del Novecento

Nel museo dell’Alessandrino esposti i disegni preparatori della gigantesca tela

La riproduzione del «Quarto Stato» a grandezza naturale nella piazza che lo ha ispirato


Pubblicato il 11/09/2017
Ultima modifica il 12/09/2017 alle ore 11:10
volpedo (alessandria)

Sedici anni fa, tornò «a casa» l’originale. Il «Quarto Stato» ultimato da Giuseppe Pellizza nel 1901. Una delle tele più note al grande pubblico, da oltre un secolo simbolo delle lotte sociali. Lasciò il Museo del Novecento, a Milano, e fu esposta per alcune settimane nello studio del pittore a Volpedo, il paese del Tortonese che diede i natali all’artista e dove Pellizza realizzò gran parte delle sue opere. Ora nel borgo è arrivata una riproduzione a grandezza naturale del celebre dipinto. Realizzata con una particolare tecnica fotografica da Max Dorigo e stampata su un telo in pvc, è stata sistemata in piazza «Quarto Stato», dove si affaccia anche il Museo didattico che racconta la vita e le opere di Pellizza. La riproduzione resterà esposta permanentemente. E sono già centinaia i visitatori che, incuriositi, l’hanno utilizzata come sfondo per i propri selfie.  

 

L’occasione è la nona Biennale dedicata a Pellizza, una ricca kermesse che fino a metà ottobre vedrà svolgersi a Volpedo una serie di iniziative che comprendono mostre d’arte, concerti ma anche camminate, legati da un filo conduttore: il celebre pittore e le sue opere (il programma completo può essere consultato sul sito www.pellizza.it). 

 

Il «Quarto Stato» venne dipinto da Pellizza utilizzando come modelli i propri compaesani, uno stuolo di personaggi fra i quali c’era la moglie del pittore, Teresa Bidone. Un quadro che a Volpedo, pochi anni fa, aveva ispirato anche uno spettacolo, con i personaggi che avevano ripreso vita nelle strade del paese, raccontando ciascuno la propria storia. 

 

Fa un certo effetto vedere la storica tela, seppur riprodotta, giganteggiare in piazza «Quarto Stato», cioè la «cornice» in cui Pellizza la ideò e realizzò. E in una sala del Museo didattico (aperto alle visite sabato e domenica dalle 16 alle 19) c’è un’altra sorpresa. Sono infatti esposti otto disegni preparatori dei personaggi principali del celebre quadro. 

 

Spiega Pierluigi Pernigotti, direttore tecnico del Museo: «Pellizza, come tanti altri artisti, metteva in posa i protagonisti dei suoi quadri e li ritraeva su fogli di cartone. Poi riproduceva su carta lucida il lavoro e riportava infine su tela le figure. Di solito, quelle carte trasparenti non venivano conservate dagli artisti, invece Pellizza le custodì. I nipoti del pittore ce le hanno messe a disposizione e saranno esposte non solo fino a metà ottobre, ma almeno fino a tutto il 2018. Poi valuteremo insieme che cosa fare». 

 

Nel frattempo, a Volpedo ci si è mossi anche sul fronte digitale. Così, è stata realizzata una app per smartphone, «Doorway to», che consente di entrare nell’universo pellizziano. «È una finestra su materiale già presente sul web - spiega Pernigotti -, ma che stiamo arricchendo con contenuti originali. Ad esempio, c’è un breve filmato dedicato proprio a piazza “Quarto Stato”: perché Pellizza la sceglie, che cosa vi succede e così via. Presto sarà disponibile un lavoro sulla Pieve. La app è una sorta di prototipo, per promuovere le bellezze e le originalità del Tortonese». 

 

Scopri La Stampa TuttoDigitale e abbonati
La Stampa con te dove e quando vuoi

I più letti del giorno

I più letti del giorno