Meno studenti e meno classi: “A rischio l’autonomia di alcuni istituti in provincia di Alessandria”

Il provveditore Calcagno: “Quest’anno ce ne siamo accorti in parte alle elementari e soprattutto alle medie. Entro tre anni incominceranno a risentirne anche le superiori”

Franco Calcagno provveditore di Asti e Alessandria


Pubblicato il 11/09/2017
Ultima modifica il 11/09/2017 alle ore 19:20

Franco Calcagno è responsabile dell’ufficio scolastico territoriale di Alessandria e Asti dal 2015.  

 

Siamo all’inizio di un nuovo anno: in che stato di salute si trova la scuola alessandrina?  

«Come ufficio scolastico stiamo lavorando con molto impegno per garantire, come sempre, l’avvio regolare delle lezioni, nonostante le difficoltà che tutti conosciamo. Ce la faremo anche quest’anno. Tuttavia c’è un problema su cui si deve cominciare a ragionare.» 

 

Quale?  

«Il calo della popolazione scolastica. Non si pensi che sia dovuto allo spostamento fuori provincia degli studenti. È una questione prettamente demografica. Non siamo in caduta libera, per carità, stiamo affrontando una morbida discesa. Ma le proiezioni di cui disponiamo non sono favorevoli. Quest’anno ce ne siamo accorti in parte alle elementari e soprattutto alle medie ma in un arco di tempo che va da uno a tre anni incominceranno a risentirne anche le superiori. Nessuno ne è immune, è un calo che stiamo rilevando su tutti i territori della provincia». 

 

E questo cosa comporterà?  

«Una diminuzione delle classi e un rischio per l’autonomia di alcuni istituti, che potrebbero scendere sotto la soglia minima dei 600 alunni. Per questo credo sia fondamentale cominciare a ragionare sul dimensionamento (l’accorpamento delle scuole, ndr) per evitare che alcuni istituti si trovino ogni anno a vivere col patema di perdere l’autonomia o alcune classi, incidendo sulla continuità didattica offerta ai ragazzi. Una riflessione su questo punto, da parte di Provincia e Regione, è doverosa». 

 

Insomma, meglio giocare d’anticipo.  

«Esatto. In questi tre anni di plessi non ne abbiamo chiusi ma a Valenza si è lavorato proprio sul fronte del dimensionamento, per fare un esempio. Restano comunque altre situazioni con numeri risicati». 

 

Una è quella del Nervi Fermi ad Alessandria.  

«È l’unico istituto superiore in provincia al di sotto della soglia dei 600 alunni, per 85 unità. Come già trapelato, si ragiona su un eventuale accorpamento con il Vinci Migliara ma credo che per dare stabilità al sistema delle scuole superiori della città serva un ragionamento più complessivo. Ci lavoreremo nel tavolo che la Provincia mi ha chiesto di coordinare: ci saranno i presidi di tutte le superiori provinciali per discutere di varie ipotesi per il futuro». 

 

Una soluzione, per fermare l’emorragia di studenti, potrebbero essere nuovi indirizzi.  

«Se ben congegnati, come l’Agrario di Ovada o i licei sportivi di Casale e Alessandria, possono funzionare per attirare alunni da fuori. Ma bisogna stare attenti: la polverizzazione può diventare un autogol. Per questo vanno gestiti e valutati con attenzione».

 

Scopri La Stampa TuttoDigitale e abbonati
La Stampa con te dove e quando vuoi

I più letti del giorno

I più letti del giorno